mercoledì 27 maggio 2009

Una strana sensazione


E' il momento dei saluti.
Sono gli ultimi giorni in azienda dopo quasi 25 anni di anzianità vissuti intensamente quasi tutti.
E' un addio che ho deciso serenamente, quasi felicemente.
C'erano tutti i presupposti per lasciare, ottimo accordo sindacale e divorzio consensuale. Uno in meno.
Ripeto esco sereno e serena è la mia famiglia con la quale ho condiviso la decisione. Al futuro cominceremo a pensarci dalla prossima settimana.
Adesso cominciano le strette di mano e gli abbracci con i colleghi.
Alcuni li rivedrò, in questa azienda nascevano belle amicizie.
Molti invece so per certo che il rivederli sarà frutto del caso.
Il saluto con questi ultimi mi lascia una strana sensazione, sento qualche brividino sotto pelle ed un principio di commozione.
E' come un rimpianto per qualcosa di incompiuto e che non riuscirai a terminare.

domenica 24 maggio 2009

A chi giova l'astensione?

C'è nell'aria a sinistra voglia di astenersi dal voto, si percepisce dai discorsi delle persone e si legge nei blog e su facebook.
Dicono che si vuole mandare un segnale forte. Concordo sul segnale dissento sul metodo.

Personalmente io mi asterrei solo in caso di partito unico o quando si è obbligati per legge a votare.

A prescindere.

Quale sarebbe il risultato dell'astensione a sinistra?

Berlusconi avrebbe una percentuale di voti da paura (seggi e percentuale si calcolano sui votanti) che ci porterebbe ad un regime autoritario, senza contrappesi e senza opposizione. 
Fine della Costituzione.

Il PD scivolerebbe nelle braccia di Casini rincorrendo l'ormai affollatissimo centro, la sinistra radicale già fuori dal parlamento sarebbe un nostaglico ricordo ed i suoi leader li potremo trovare su Ebay a prezzo stracciato.

Vogliamo cambiare i nostri partiti di riferimento?
Chi se la sente si iscriva e agisca dal di dentro, vi ricordo che in autunno ci sarà il congresso del PD e da iscritto puoi essere determinante nella scelta del delegato congressuale.
Dove la legge elettorale lo consente dai una preferenza mirata.

Insomma non la voglio fare lunga: votate votate votate e godetevi questa bella canzone di Samuele Bersani....








sabato 23 maggio 2009

Post di servizio (e di parte)


Pubblico due link ad un manualetto elettorale che riassume date, candidati e quesiti referendari. Dedicato a Torino e provincia, ma utile a tutti negli aspetti generali.
E' di parte (vedi il mio outing elettorale) ma penso utile soprattutto per la parte referendaria.
Leggetelo e diffondetelo, se potete e se volete.
Mi sembrava utile rendere pubblica questa iniziativa.
Buone elezioni e mi raccomando non disertate le urne.
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Versione PDF (lettura e stampa)
Versione presentazione (PPS)

sabato 16 maggio 2009

"Outing" elettorale


Voterò PD.

Perchè il progetto del Partito Democratico è ancora valido.

Perchè è un partito "plurale" senza un padrone come il PDL.

Perchè non è un partito monotematico e legato ad una persona come IDV.

Perchè non è un partito che indossa camicie colorate come la Lega ed agisce solo sullo stomaco della gente e non sul cervello.

Perchè non è un partito con dogmi e nostalgie, che ci costarono molto, come Rifondazione e non posso dimenticare il 1998 e la caduta del primo governo Prodi.

Perchè Sinistra e Libertà è più utile dentro il PD che fuori.

Perchè è l'unica speranza che abbiamo per contrastare Berlusconi e soci.

Non mi elencate difetti e problemi, li conosco.
Non mi venitie a dire che ci vorrebbe un leader.
Non mi parlate delle contraddizioni e dei giochi di potere.
Sono consapevole di tutto.

Il ragazzo (il PD) è giovane è può migliorare.

Infine vi prego, a prescindere, andate a votare. Non cadete nella depressione o nella protesta del non voto.




mercoledì 13 maggio 2009

A lezioni di ripetizione

Ho come la sensazione che ce la stiamo giocando

PRINCIPI FONDAMENTALI
Art. 1. 
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2. 

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3. 

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4. 
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art. 5. 
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
Art. 6. 
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
Art. 7. 
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Art. 8. 
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Art. 9. 
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Art. 10. 
L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.
Art. 11. 
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Art. 12 
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

domenica 10 maggio 2009

Multietnici smemorati


"... Ormai pienamente integrate nei paesi d’adozione, le comunità italiane sono concreta testimonianza del contributo determinante di idee, di energia, di volontà speso in tutti i campi. Rappresentano, nel contempo, uno straordinario veicolo di penetrazione e diffusione della nostra cultura nel mondo e uno strumento di trasformazione e progresso anche per la patria italiana.”

Carlo Azeglio Ciampi, ex Presidente della Repubblica Italiana (1)

Per esempio:

I piemontesi e loro discendenti residenti in America Latina risultano essere ad oggi circa 4.150.000. (2)

Ma abbiamo dimenticato tutto....senza vergogna.

(1) e immagine http://www.museoemigrazionepiemontese.org

(2) http://www.consiglioregionale.piemonte.it/piemontesinelmondo/3_conferenza/comunicati/07_dati_emigrazione_piemontese.pdf


sabato 9 maggio 2009

Il potere del voto

Al mondo ci sono i ricchissimi, i ricchi, i benestanti, i poveri, i poverisimi, i morti di fame.

I ricchi, i benestanti e i poveri stanno diminuendo.

Aumentano i ricchissimi, i poverissimi e i morti di fame.

Le nazioni ricche sono sempre le stesse

Le nazioni povere sono sempre le stesse

Al Gran Gala del G8 invitano le nazioni povere.

Credo per carità giudaico cristiana

In pochi decidono le sorti del nondo

Quei pochi sono eletti dal popolo

Il popolo è distratto e non capisce il potere enorme del suo voto

Stop.

Auguri

mercoledì 6 maggio 2009

Rosso di sera bel tempo si spera

Ieri sera ho visto, rischiando nausea e vomito, i primi quindici minuti di porta a porta.

Un sacrificio simile deve essere premiato. Per forza.

domenica 3 maggio 2009

Ascolta me, divorzia anche dall'Italia


Cosa c'è da scrivere che non è stato scritto, che non si sapeva già.

Basti questa fotografia.

Chissà quante ne ha viste e sentite quel signore al suo fianco, e chissà quante ne hanno viste e sentite i suoi amici (amici?).

Chissà quanti nel sentire gli scricchiolii cominceranno a prendere le distanze.

E' la triste storia che si ripete dei potenti di questo tipo, raggiunto il culmine cominciano a sprofondare piano piano e poi velocemente nella melma. Adesso lo abbandoneranno. Vogliamo scommettere?

Che si faccia da parte lui prima che lo facciano gli altri, gli conviene.


lunedì 27 aprile 2009

The Unending Show


In attesa delle New Town e del G8 e dopo il 25 Aprile fervono i preparativi per la visita del papa.
Ci mancava pure lui. E chissà quanti insieme a lui. Ovviamente non mancherà l'unto dal signore (attento a non scivolare).

Pare però che la pazienza degli Abruzzesi sia al limite. Speriamo.

Anche perchè stiamo adando verso una brutta china, non vorrei che a qualcuno venisse in mente di continuare su questa strada e trasformare le zone terremotate in studi televisivi. Pare che qualcuno stia pensando già ad ambientarci dei format tv, vedrei bene Ballando ballando tra le scosse con la Carlucci, Scossa a scossa con Bruno Vespa, Il Grande fratello in tenda, Un posto al suolo e Sereno friabile.

Il signore che ci governa è persino peggio di Benito, almeno lui aveva costruito le sue new town (Latina per esempio) dove c'erano le paludi, aveva bonificato. Questo invece vuole costruire città impersonali, finte, di plastica. Se ne frega di una comunità, delle vie storiche dove c'era una vita vissuta. Una osteria, una scuola, una casa storica: rimasugli del passato, roba superata.
Basta una fila di casa a destra e una a sinistra, in mezzo una strada come tante. In casa la TV. Quella si. Serve, eccome se serve.

Ecco mi piacerebbe si aprisse una bella e forte discussione sulle new town. Uccidono, le new town, il nostro patrimonio storico e culturale. La nostra provincia, il nostro essere Italiani.
Quasi quasi fondo il movimento Slow Town.

giovedì 23 aprile 2009

The Show Must Go On 4 ovvero la cavalcata delle Valchirie

Consiglio dei Ministri del Nostro Presidente in Terra d'Abruzzo

Il velivolo dalle pale rotanti toccava il sacro suolo d'Abruzzo in perfetto orario, il Nostro Presidente con atletico balzo e senza attendere la comoda e sicura scaletta si lanciava dall'abitacolo seguito dalla sua gagliarda Guardia Presidenziale.
Una folla entusiasta e stupefatta lo acclamava vedendo il suo imperioso gesto effettuato con le pale che ancora giravano. Dopo aver salutato la folla esultante il Nostro Presidente con passo svelto e virile, incurante dei pericoli, si dirigeva verso la scuola della Guardia della Finanza Altrui dove si sarebbe tenuta la riunione del Consiglio dei Ministri del Nostro Presidente.

Intanto giungevano i Ministri anch'essi impavidi, fieri ed orgogliosi.

Arrivava l'intrepido Ministro di Tutti le Armi a bordo di un carro armato, il Ministro con basco nero e foulard tricolore (il nuovo tricolore: bianco verde e nero) emergeva dalla torretta del bellico carro salutando la folla e sparando verso l'azzurro cielo con il suo fiammante mitragliatore.

Accompagnata da un coro in costume egizio che intonava Celeste Aida arrivava, trasportata su un letto di foggia antica retto dai suoi collaboratori, la Ministra delle Pari e Dispari Opportunità. I virili ancelli inodossavano una leggera tunica che metteva in risalto la loro superba muscolatura. La bellissima Ministra nonostante fosse sdraiata su un fianco salutava la folla mentre le sue ancelle lanciavano petali di rose.

Il Ministro della Sicurezza Interna e della Espulsione arrivava sul glorioso carroccio scortato da armigeri in tenuta medioevale, l'epico carroccio era pavesato con le gloriose bandiere della verde Padania. Dallo storico carro le vivandiere padane distribuivano risotti e porzioni di cassoela al popolo d'Abruzzo.

Intanto faceva il suo ingresso il Ministro della Sistemazione dei Pubblici Impiegati. Il Ministro giungeva a bordo di una biga trainata da 44 impiegati del Catasto. Il benevolo Ministro urlando MI AMANO incitava gli impiegati con affettuose frustate.

Declamando poesie, cinto di corona d'allora e vestito da antico romano il Ministro delle Beauty Farm sfilava lanciando campoioncini di profumi, bagni schiuma e saponette profumate al popolo commosso.

Per ultimo arrivava il Ministro degli Affari Nostri Con I Soldi del Popolo. Seduto sul display di un enorme registratore di cassa semovente lanciava monetine al popolo esultante.

Mai si era visto un simile spettacolo pensava la gente d'Abruzzo sbalordita e piangendo commossa da tanta attenzione.

Berlusconia, 23 Aprile del Secondo Anno della Terza Era del Nostro Presidente

domenica 19 aprile 2009

Roba da matti!

Leggo adesso che Cacciari, il sindaco di Venezia, armato di macchina fotografica tra Pasqua e Pasquetta è andato a Roma e Firenze e invece di fotografare monumenti, piazze, tramonti e ponti si è messo a fotografare la "monnezza" e i venditori abusivi (pare senza violare la privacy).

Ha dichiarato che pubblicherà le foto sul sito del comune di Venezia per dimostrare che Roma e Firenze in fatto di degrado sono messe peggio della sua città.
Naturalmente da Firenze e Roma si sono alzate, come si usa dire, vibrate proteste.
Ma dico io, Cacciari, va bene che sei filosofo, va bene che c'hai il barbone tutto nero ma hai niente di meglio da fare? Devi consolarti con le disgrazie altrui? E cosa hai dimostrato? Ti sei consolato? Dirai ai tuoi cittadini che se Atene piange Sparta non ride?
Ascolta me, vai a fotografare le città dove non c'è degrado, quelle pulite. Poi pubblica le foto sul sito del comune e prometti ai tuoi cittadini di impegnarti per arrivare a quel livello di pulizia e di vivibilità.
Caro Cacciari quando si arriva a questi livelli, mentre c'è una emergenza terremoto ed una crisi economica che lascia a casa migliaia di lavoratori, forse è arrivata l'ora di ritirarsi a vita privata.

Occhio che Allemano fa il sub, quello si tuffa e ti filma il canal di dentro. Chissà cosa ci trova.

giovedì 16 aprile 2009

The Show Must Go On 3

Dedicato a Vauro 

Da leggere come un cinegiornale Luce

L’Aquila 16 Aprile 2009 Anno Secondo della Terza Eera Berlusconiana.

Anche oggi il Nostro Presidente si è recato nelle zone devastate dal terribile terremoto, con coraggio e sprezzo del pericolo ha attraversato la città protetto solo dall’elmetto che gli è stato donato da un eroico milite dei vigili del fuoco.

Il Presidente di tutti gli italiani era accompagnato dalla giovane Ministra della Istruzione Popolare, la giovane Ministra indossava una giubba della ardimentosa Protezione Civile, dove si distingueva il simbolo del nostro amato Tricolore, e una gonna pantalone color caki.

Scavalcando le macerie impavido e deciso il Nostro Presidente raggiungeva la tenda adibita a scuola che avrebbe inaugurato. Centinaia e centinaia le genti di Abruzzo che lo attendevano per salutarlo ed acclamarlo, alcuni hanno avuto il privilegio di toccarlo: non dimenticheremo mai questo momento, dicevano estasiati i fortunati abruzzesi.

I piccoli scolari d’Abruzzo sventolando le bandierine ed intonando il celebre canto “Per fortuna Silvio c’è”  lo hanno accolto nella attrezzatissima tenda scuola.

L’inaugurazione è stata veloce e non priva di scherzosi motti di spirito del Nostro Presidente che ha promesso di inviare un televisore da 70 pollici. La giovane Ministra, visibilmente commossa,  ha posto l’accento su questo nuovo modo di fare istruzione più virile  e spartano più consòno alle genti italiche.

Noi, vigili ed ansiosi, saremo qui ad attendere, insieme alle genti d’Abruzzo, le prossime inagurazioni. Il Nostro Presidente dovrà inaugurare nell’ordine: La tenda farmacia - La tenda chiesa - La tenda anagrafe - La tenda ipermercato (la più grande del mondo) - La tenda fitness - La tenda ospedale - La tenda ferramenta - La tenda circolo della liberta - La tenda popolo della libertà - La tenda indiana - La tenda di Gheddafi - La tenda mongola.

W il Nostro Presidente W La Nuova Italia




domenica 12 aprile 2009

The Show Must Go On 2





Un brand (marchio) di successo ha le seguenti caratteristiche:

  1. facile da pronunciare
  2. facile da ricordare
  3. facile da riconoscere
  4. facile da tradurre
  5. attira l'attenzione
  6. suggerisce caratteristiche e benefici del prodotto
  7. suggerisce un riferimento all'immagine aziendale
  8. distingue il posizionamento del prodotto rispetto alla concorrenza
  9. registrabile legalmente
E' come votare il Dixan o il confetto Falqui

Da wikipedia alla voce Brand

sabato 11 aprile 2009

The Show Must Go On



martedì 7 aprile 2009

Quando la terra trema, le roulotte e gli operai

Era il 1980 e lavoravo in una storica azienda metalmeccanica torinese di cui è rimasto solo il marchio. Ero il delegato sindacale degli impiegati, erano anni tosti: i licenziamneti alla Fiat, il terrorismo, la famosa marcia dei quarantamila. Berlinguer parlava davanti ai cancelli di Mirafiori. Quella esperienza mi aveva arrichito soprattutto dal punto di vista umano. Ma come dice Lucarelli questa è un'altra storia.

Era il 1980 dicevo e la sera del 23 Novembre l’Irpinia fu colpita da un tremendo terremoto. Il giorno dopo convocammo subito un consiglio di fabbrica per proporre all’azienda azioni di solidarietà verso le popolazioni colpite. Subito si pensò ad una raccolta di fondi da inviare, ma non sapevamo a chi e non mancavano i dubbi su come sarebbero stati utilizzati. Allora pensammo di raccogliere del denaro da destinare all’acquisto di una roulotte che avrebbe ospitato almeno una famiglia. L’azienda appoggiò l’iniziativa e partì la raccolta fondi.

L’adesione alla iniziativa ci stupì: acquistammo ben tre roulotte.

Acquistate le roulotte dovemmo decidere come portarle in Irpinia, caricarle su un camion e mandarle giù? Ma a chi? Non c’era la protezione civile, le amministrazioni locali erano in crisi e non affidabili.

Sapevamo che molti operai erano originari dell’Irpinia, alcuni avevano i parenti che erano stati coinvolti nel terremoto. Decidemmo di proporre all’azienda di portare noi le roulotte in Irpinia e che a farsi carico del traferimento fossero dei lavoratori tra i più coinvolti dal terremoto. L’azienda accolse l’iniziativa dando permessi retribuiti agli operai che si occuparono del trasferimento delle roulotte.

Tre lavoratori per roulotte con auto proprie o prestate si recarono laggiù fermandosi, se ricordo bene, almeno una settimana.

Al loro ritorno, stanchi ma orgogliosi, ci raccontarono che vennero accolti da un’ufficiale dei carabinieri che esautorò di fatto gli amministratori locali e chiese loro di operare alle sue strette dipendenze.

Volevo solo raccontarvi una mia storia personale che risale ad un periodo difficile ma ricco di una grande umanità.

Dimenticavo, uno degli operai del consiglio di fabbrica fu eletto deputato nel 1996. Ricordo che prendendo la parola ad un cogresso dei DS e vedendo la platea distratta la apostrofò con: “Compagni, vi prego di fare attenzione, è un operaio che vi parla non un gadget”.

La fotografia è tratta da http://www.avellinesi.it/persone/terremoto.htm

domenica 5 aprile 2009

C'era un Re particolare


Un paese in mezzo al mare
Aveva un Re particolare.
Ogni giorno che passava
Non importa dove stava
Una burla lui inventava

E la corte gli diceva
Bravo bravo bene bene
E la stampa ci scriveva
E tutto il mondo si stupiva
Di quel Re particolare

Con la piccola sul palco
Con la bella al ministero
Con le corna al suo collega
E la corte gli diceva
Bravo bravo bene bene

Con regine e presidenti
Col ministro del tesoro
Col tesoro di ministro
E la corte gli diceva
Bravo bravo bene bene

Ed in Spagna e in Alemagna
Ed in Russia e in tutta l’Asia
In America e in Giappon
Meglio son di NAPOLEON!
Dice il Re particolare

Nel paese in mezzo al mare
Non rimasero a guardare
E cominciarono a sfilare
Guarda cosa ci combina
Il nostro Re particolare

Cribbio cribbio ed oibò
Qui mi vogliono fregare
E non so più cosa inventare
Qua capiscono l’inganno
Non mi vogliono più Re

E la corte già borbotta
Uno dice qui son per caso
L’altro per fioretto mi dimetto
L’altra piange e l’altra scappa
Ti saluto caro Re particolare

Scappa e fugge fugge e scappa
Con l’amico più fidato
Me ne vado me ne vado
Senza burle voi restate
Urla il Re particolare

venerdì 3 aprile 2009

Il circo Barnum e la stanza del silenzio

E Berlusconi continua a fare il clown, non c'è crisi che tenga, è più forte di lui. Adesso alla pizza e mandolino aggiungeranno berluschino. E' diventato fastidioso, farebbe casino anche ad un funerale, ed il G20 cos'è stato se non un funerale. Il funerale di un sistema che non funziona più. Adesso scoprono anche i paradisi fiscali, ma dai? Ma tra i 20 presenti a Londra non c'era anche uno piccolo e rumoroso che di paradisi fiscali se ne intende, eccome che se ne intende.
E quello di Londra è solo un prologo, vedrete in Sardegna al G ristretto cosa combinerà, in quel periodo prenderò l'aspettativa da Italiano, chiederò temporaneamente asilo politico altrove, qualsiasi paese va bene.
Una crisi di questa portata con centinaia di migliaia fuori dal lavoro, con il rischio di tensioni sociali fortissime lui come se niente fosse ride, rumorosamente ride, fastidiosamente ride.

A Torino all'ospedale Molinette, il più grande della città, hanno inaugurato la stanza del silenzio. Una sorta di tempio laico, senza simboli religiosi, dove ci si può fermare e riflettere e ciascuno può pregare per parenti, amici e per se stesso senza "interferenze", da laico o da credente di qualsiasi religione. Una stanza del silenzio sarebbe da allestire ogni volta che c'è un'incontro tra potenti , una stanza del silenzio la trapianterei nel cervello di Berlusconi.







domenica 29 marzo 2009

I fratelli PDL, è tutta una farsa!

Chi è Berlusconi? Chi è Fini?

venerdì 27 marzo 2009

L'acqua e Torino: si può fare (e bere)

Riporto per esteso, ho fatto solo un copia e incolla. Nella foto la tipica fontana torinese, il toretto.



UNA PETIZIONE PER L'ACQUA PUBBLICA
«Se non mi ci aveste fatto pensare voi, non avrei mai dubitato del fatto che l’acqua sia un bene pubblico!»: così ha esclamato Bruno Gambarotta, ospite d’eccellenza mercoledì 11 marzo alla conferenza stampa di presentazione della campagna di raccolta firme promossa dal
Comitato "Acqua Pubblica Torino”, che propone di inserire nello Statuto della Città di Torino il principio (assente nella Costituzione italiana) che l’acqua è un bene di tutti e non un bene sul mercato.
ACQUA PUBBLICA: UN BENE DA TUTELARE Come Bruno Gambarotta, quanti di noi danno per scontato che l’acqua sia una risorsa pubblica, nel senso che spetta a tutti e che ugualmente a tutti debba essere garantita? Come infatti sostiene il Comitato, “il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: dunque l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti”. E ancora: chi dubita che “l’acqua è fonte di vita” e che pertanto “costituisce un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti”? Eppure, sono proprio la sua universalità e il suo essere indispensabile a renderla così appetibile alle imprese private, sicure di potervi guadagnare profitti; perciò a molti appare ancora più urgente la necessità di tutelarla.
OBIETTIVO: 5.000 FIRME Il 26 febbraio 2009 è così partita la campagna che si pone l’obiettivo di raccogliere, sino al prossimo giugno, 5.000 firme necessarie a proporre la modifica dello Statuto comunale. Nelle prime due settimane dall’inizio dell’iniziativa ne sono state raccolte 917… Il successo dell’impresa dipende solo dai cittadini (possono votare solo i residenti a Torino e in possesso di un documento di identità valido), che potranno recarsi a firmare tutti i sabati e tutte le domeniche fino al 21 giugno 2009 dalle ore 15 alle ore 18 in Piazza San Carlo 156, di fronte alla filiale Sanpaolo e in Via Garibaldi 13.
LE MODIFICHE ALLO STATUTO Il Comitato "Acqua Pubblica Torino", composto da cittadini e associazioni, si è costituito in quanto Coordinamento torinese del
Forum italiano dei movimenti per l’Acqua, realtà nazionale che da qualche anno si sta muovendo nella difesa dell’acqua come bene essenziale per la vita, contro la tendenza ormai generalizzata a privatizzare il servizio idrico secondo una logica che considera l’acqua un bene privato da offrire al miglior offerente sul mercato. Per proteggere l’acqua dalla compra-vendita di imprese e multinazionali private anche sul territorio torinese, è nata appunto l’esigenza di garantire per iscritto, all’interno dello Statuto comunale, che l’acqua è un bene pubblico e privo di scopo di lucro. Da questa semplice definizione derivano altri due principi (anch’essi da inserire nello Statuto): il primo riguarda la gestione e l’erogazione del servizio idrico integrato (cioè comprensivo di fognatura e depurazione delle acque reflue), la cui proprietà deve rimanere pubblica e inalienabile, e quindi affidata ad enti o aziende pubbliche a capitale e a partecipazione interamente pubblici; il secondo principio riconosce che ad ogni abitante debba essere garantito un quantitativo minimo vitale d’acqua (50 litri secondo l’OMS) giornalmente e gratuitamente. Questo servizio andrebbe finanziato con le tasse dei consumatori (più acqua consumi, più paghi) e con i soldi provenienti dalla riduzione delle spese militari.
ITALIA IN CONTROTENDENZAIl movimento di difesa dell’acqua pubblica ha preso il via a livello nazionale nei primi 6 mesi del 2007, quando il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua raccolse in tutta Italia oltre 400 mila firme sulla
proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dei servizi idrici (che adesso è in discussione nelle Commissioni parlamentari). Con la recente L. 133 del 2008, però, il principio dell’acqua pubblica viene messo in pericolo. L’art. 23 bis, infatti, prevede che tutti i servizi pubblici locali, acqua compresa, debbano essere messi sul mercato e gestiti da società private o miste, considerando sì l’opzione di affidamento diretto ad aziende pubbliche, ma con molti limiti. Il rimedio a questo «delirio di privatizzazione» (per usare le parole di Gambarotta) sarebbe proprio quello di affermare nei regolamenti locali che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale senza scopo di lucro, sottraendo così l’acqua ai meccanismi legislativi che riguardano la messa sul mercato dei servizi pubblici. Tale linea governativa volta alla privatizzazione appare inoltre in controtendenza rispetto all’Europa: basti pensare all’esempio di Parigi, il cui Sindaco Bertrand Delanoë ha dichiarato che, "dopo la disastrosa gestione dei privati" , il servizio idrico cittadino tornerà ad essere pubblico.
UNA QUESTIONE VECCHIA DI QUASI UN SECOLO...Sin dal 1926 la nostra città garantisce l’accesso pubblico all’acqua potabile, grazie alla proprietà e gestione pubblica dell’acquedotto comunale. Così si legge nella pubblicazione che celebrava il completamento dell’acquedotto: “il Comune ha sempre ritenuto che l’acqua non debba formare oggetto di speculazione e quindi ha ragguagliato le sue tariffe di vendita al prezzo di costo, tenendo giusto conto degli interessi sul capitale investito ed accantonando inoltre rilevanti ammortamenti”. La mobilitazione del Comitato "Acqua Pubblica Torino", con la proposta di modifica dello Statuto, non vuole fare altro che riconciliare la città con la sua tradizione.
Link utili:
Comitato "Acqua Pubblica Torino"Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

mercoledì 25 marzo 2009

La crisi è dolorosa

Sono andato a fare degli esami di preparazione ad un'intervento chirurgico in una clinica convezionata. Le solite cose di routine: sangue, urine, rx torace, elettrocardiogramma e visita dall'anastetista. Arrivo, consegno impegnativa del medico di base (altro argomento da sviluppare) compilo e firmo moduli. Aspetto il mio turno dando una lettura al mio quotidiano (compratelo mi raccomando). Finalmente mi chiamano, consegno le urine e mi accomodo sulla poltrona per il prelievo. Laccio emostatico, colpettino sul braccio per evidenziare la vena e zac...cacchio che male..silenzio e smorfia di dolore. L'infermiera mi guarda con tenerezza e solidarietà: "Fa male vero? Eh, non abbiamo più gli aghi di prima, sa la crisi, costano meno questi."
Per "inciso", mi operano il primo di Aprile, speriamo bene.

martedì 24 marzo 2009

Mi avete convinto

Rimango qua.

Grazie

Grazie a Daniele per i suggerimenti

Prova di migrazione

Sto provando la piattaforma wordpress.

Mi spiego meglio, il blog è ora anche sul link che trovate sotto.
La veste è diversa. 

Un nuovo post l'ho scritto su http://ilblogdiarturo.wordpress.com/
Pareri e consigli sono benvenuti
Ciao e grazie
Arturo

sabato 21 marzo 2009

Millenovecentosessantuno e dintorni





Il figlio del bracciante faceva la vendemmia dall'alba, si sa al sud fa caldo, fino a tardi. La sua paga era un secchio d'uva.





Il figlio del contadino abitava in un basso e scendeva per entrare in casa. Il cavallo aveva la stanza più bella, a piano terra.





Il figlio del barbiere imparava a suonare la tromba, il primo pezzo che imparò fu Bandiera Rossa. Suo papà era comunista.





Il figlio del maestro marinava catechismo per giocare a pallone e guardie e ladri, fu costretto a prendere ripetizioni per poter fare la prima comunione.





Il figlio del lattaio si svegliava presto al mattino per aiutare a mungere le vacche, era il primo della classe.





Il figlio del vigile urbano non sapeva giocare a pallone, ma giocava sempre. Lui riportava sempre il pallone che suo papà, per strada non si poteva giocare, aveva sequestrato.





Il figlio del formaggiaio passava tutto il tempo ai giardini comunali, la villa, a sentire Adamo Salvatore, i rockettari più grandi di lui dopo un pò spegnevano il juke box.

giovedì 19 marzo 2009

Millenovecentosessantuno










Il figlio del contadino, tanti
Il figlio del lattaio
Il figlio del vinaio
Il figlio del bracciante, tanti
Il figlio del musico
Il figlio dell’impiegato di banca
Il figlio del commerciante
Il figlio del dottore
Il figlio del grossista di formaggi
Il figlio del fornaio
Il figlio del barbiere
Il figlio del vigile urbano
Il figlio del maestro

Yuri Gagarin volava volava
dove nessuno aveva mai volato


martedì 17 marzo 2009

Dice il Papa

Dice il papa:

 
L'epidemia di Aids "non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi": è quanto ha affermato Benedetto XVI, durante il suo viaggio verso l'Africa. Il Papa ha indicato come unica strada efficace quella di un "rinnovo spirituale e umano" nella sessualità. 
Il Papa ha ricordato che la chiesa cattolica fa tanto in Africa contro l'Aids. "E' una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi". Serve invece, ha proseguito, un comportamento umano morale e corretto e una grande attenzione verso i malati: "soffrire con i sofferenti". 
 
 Quando incontrete un malato di AIDS fategli una carezza e ditegli "Questa è la carezza del papa e .......adesso puoi morire."

mercoledì 11 marzo 2009

Il grande imbalsamatore: Tassidermico Primo!

Vogliono liberalizzare l'imbalsamazione.
Solo gli animali? No, il processo di imbalsamazione è ormai in corso ed è inarrestabile e riguarda tutti, soprattutto la politica.
Informazione, blog, parlamentari tutti con lo sguardo fisso: che bello sembra vivo!
L'Italia sarà un gigantesco set cinematografico di un film dell'orrore.

 In parlamento saranno vivi (un modo di dire) solo i capigruppo con diritto di voto e di parola. Gli altri tutti seduti e nelle pose tipiche dei parlamentari: dito nel naso, telefonando, leggendo il giornale, bocca spalancata e braccio alzato, cappio al collo, in piedi come per andare alla buvette o alla toilette o con la mortadella in bocca.

I giornali saranno imbalsamati, un solo quotidiano semre con le stesse notizie ripetute tutti uguali tutti i giorni, in prima pagina lo stato di salute dei cactus di villa certosa.
Un solo TG diretto dal più imbalsamato di tutti: Emilio Fede.
Un solo blog: con una foto del grande imbalsamatore e basta.
 
 Un uomo solo al comando finalmente libero di dire ciò che vuole senza bisogno di rettificare. Un uomo solo al comando finalmente libero di fare ciò che vuole senza bisogno di mediare.
 
 E poi pian piano imbalsameranno anche i nostri cervelli.
 
 

venerdì 6 marzo 2009

Arriveranno i papaveri rossi

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Coraggio passerà! 
Che dice la pioggerellina di Marzo?


Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?
Passata è l’uggiosa invernata,
passata, passata!
Di fuor dalla nuvola nera,
di fuor dalla nuvola bigia
che in cielo si pigia,
domani uscira’ Primavera
guernita di gemme e di gale,
di lucido sole,
di fresche viole,
di primule rosse, di battiti d’ale,
di nidi,
di gridi,
di rondini ed anche
di stelle di mandorlo, bianche...
Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?
Ciò canta, ciò dice:
e il cuor che l’ascolta è felice.
Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto.

Angiolo Silvio Novaro

venerdì 27 febbraio 2009

Lo sciopero bianco non è virtuale!!

Il governo è andato all'attacco contro il diritto di sciopero, lo vuole regolamentare riducendone l'efficacia e spuntando l'unica arma che hanno i lavoratori.
Comincia con i trasporti pubblici per andare poi verso tutte le categorie di lavoratori.

La trovata approvata dal governo è lo sciopero virtuale: dichiaro sciopero però lavoro e non vengo pagato!


Geniale!
A Napoli dicono "Ca nisciuno è fesso".

Lancio una controproposta: lo sciopero bianco! Lavoro rispettando tutte le procedure e vengo pagato.

Questa forma di sciopero nella pubblica amministrazione e nel comparto trasporti andrebbe a bloccare di fatto ogni attività.

Provate ad immaginare un conducente di metropolitana, di aereo, di bus che rispetti meticolosamente le procedure di sicurezza, il codice della strada, la sicurezza dei passeggeri...

Provate ad immaginare un impiegato del catasto, dell'anagrafe che consulta con occhialini sul naso i flussi procedurali, che esamina i documenti con estrema attenzione.....

Si blocca tutto!

Lo sciopero bianco non è virtuale è reale!

Mi capitò all'aeroporto di Monaco di subire uno sciopero bianco: nove ore di attesa prima di partire.

Lo sciopero bianco non è virtuale e vieni pagato.

Lo sciopero bianco fornisce un servizio al ministro Brunetta: una consulenza gratuita sui veri problemi della pubblica amministrazione in modo che possa concentrarsi (a rischio dell'invisibilità) sulle cose da fare e non da proclamare per fare demagogia.

Lo sciopero bianco non è virtuale e aiuta a migliorare.

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