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martedì 22 novembre 2011

Un libro da leggere, “Alla mia sinistra” di Federico Rampini.


Sto leggendo “Alla mia sinistra” di Federico Rampini. Così Federico Rampini chiude il secondo capitolo, “la mia Asia e le illusioni perdute della globalizzazione”: 
“Una cosa che mi è sempre piaciuta della sinistra, dei suoi pensatori, da Marx a Gramsci, una ragione per cui mi ostino a definirmi di sinistra, è quell’idea ottimista della Storia. La Storia siamo noi, nel senso che possiamo influire sul corso degli eventi. E riusciamo a farlo, se troviamo una narrazione comune che tenga insieme i bisogni e le aspirazioni non di una sola categoria, non di una sola nazione, ma dell’umanità intera. Essere di sinistra vuol dire inseguire un progetto che possa far bene all’Asia e all’Africa mentre fa bene a noi; perché un progetto simile deve esistere, altrimenti l’umanità è condannata a ripetere cicli di errori e di tragedie”. 
E’ un libro che consiglio. A sinistra.

mercoledì 8 dicembre 2010

Renzi e non solo, la causa e l'effetto



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Scusate se comincio con una metafora che alcuni hanno già sentito.

Un mio carissimo amico aveva problemi ai piedi, invece di andare dall’ortopedico comprava scarpe su scarpe con la speranza di trovare il paio giusto. Spendeva un sacco di soldi: con le stringhe, pianta larga, mocassino, polacchino, clarks, inglesi.
Finalmente prende coraggio, a due piedi in questo caso, e si reca dall’ortopedico. Intervento chirurgico e problema risolto.
Noi di sinistra, riformisti, progressisti, ulivisti e speranzosi siamo come il mio amico nella fase scarpara. Discutiamo, polemizziamo, ci accapigliamo, litighiamo sugli effetti e raramente  andiamo alla causa dei problemi.
Facciamo qualche esempio.
Renzi che si reca ad Arcore.
Il sindaco di Firenze accetta di incontrare il Berlusconi in una delle sue case - e dove altrimenti? Berlusca riceve solo in una delle sue case, mica a palazzo Chigi -  pare senza consultarsi con il partito, con l’ANCI, con il responsabile PD degli enti locali. Questa cosa qui è la causa o è l’effetto?
A mio parere la causa è la mancanza di credibilità di qualcuno che produce l’effetto Renzi ad Arcore.  Faccio prima a decidere da solo altrimenti non ne usciamo e intanto mi guadagno un po’ di titoloni. O no?
Ne facciamo un altro?
Dopo 17 anni di buon governo della città il PD torinese non è in grado di proporre una candidatura torinese autorevole, magari proveniente dall’amministrazione stessa e impone (o si fa imporre), ma forse no (?), Piero Fassino come candidato.
La causa e l’effetto. Noi discutiamo di Fassino e non del PD Torinese.
Nel causo malaugurato che si dovessero perdere le elezioni (effetto) chi si assumerà la responsabilità (causa) della sconfitta? Fassino o il PD torinese?
Ancora uno?
Le regionali in Piemonte. Colpa della Bresso e del suo carattere. Colpa dei candidati che si contendevano i voti di preferenza a scapito del voto di lista. Colpa dei grillini. Colpa delle liste taroccate e di Scanderebech. 
Le regionali in Piemonte hanno riportato una percentuale di non voto mai vista in passato, non voto che colpisce soprattutto a sinistra. 
Dov’è la causa? Qual è l’effetto? 
Dobbiamo discutere della Bresso e di Scanderebech o della scarso appeal della sinistra e del PD in particolare?
E che dire di Vendola? Vendola è la causa o l’effetto delle batoste che il PD prende alle primarie?
E potrei continuare, ma tornando alla metafora forse sarebbe meglio un bell’intervento chirurgico che ci raddrizzi i piedi per consentirci di camminare spediti. Camminare porta ossigeno al cervello.
Per quanto riguarda Renzi, cazziamolo pure, ma scendendo dal pulpito che l’armadio è pieno di tragiche stupidaggini e tutti coloro che le hanno commesse sono ancora li e non hanno intenzione di smettere.
E’ dal 1998 che facciamo tragiche stupidaggini, sarebbe ora di smettere

domenica 24 maggio 2009

A chi giova l'astensione?

C'è nell'aria a sinistra voglia di astenersi dal voto, si percepisce dai discorsi delle persone e si legge nei blog e su facebook.
Dicono che si vuole mandare un segnale forte. Concordo sul segnale dissento sul metodo.

Personalmente io mi asterrei solo in caso di partito unico o quando si è obbligati per legge a votare.

A prescindere.

Quale sarebbe il risultato dell'astensione a sinistra?

Berlusconi avrebbe una percentuale di voti da paura (seggi e percentuale si calcolano sui votanti) che ci porterebbe ad un regime autoritario, senza contrappesi e senza opposizione. 
Fine della Costituzione.

Il PD scivolerebbe nelle braccia di Casini rincorrendo l'ormai affollatissimo centro, la sinistra radicale già fuori dal parlamento sarebbe un nostaglico ricordo ed i suoi leader li potremo trovare su Ebay a prezzo stracciato.

Vogliamo cambiare i nostri partiti di riferimento?
Chi se la sente si iscriva e agisca dal di dentro, vi ricordo che in autunno ci sarà il congresso del PD e da iscritto puoi essere determinante nella scelta del delegato congressuale.
Dove la legge elettorale lo consente dai una preferenza mirata.

Insomma non la voglio fare lunga: votate votate votate e godetevi questa bella canzone di Samuele Bersani....








mercoledì 19 novembre 2008

Essere di sinistra stanca

Non è possibile continuare così.
Un giorno sei felice e pieno di speranza e di ottimismo ed il giorno dopo ricaschi in depressione ed in malinconia ed in rabbia.
Fai la fila per votare alle primarie e condividi la speranza di una rivincita, di una governo giusto e duraturo.
Il governo cade per "strane" alleanze, per questioni di principio di uno solo, per interessi di parte.
Ti dai una mossa: si può fare!
Dai magari il miracolo si avvera.
Ok. Va bene abbiamo perso però abbiamo cominciato un percorso.
Poi gli studenti in piazza, dai è la volta buona, anni che non si vedeva una partecipazione dei giovani cosi bella, così motivata.
Forse è la volta buona.
Eri preoccupato per l'Unità, la compri da anni, l'hai vista morire e poi resuscitare.
Hai paura che te la cambino, che diventi troppo allineata.
Sei in attesa.
La leggi la nuova Unità e ne sei orgoglioso, ne parli in giro, con gli amici.
Chiedi in edicola l'andamento delle vendite, bene.
Non c'è ancora ottimismo. C'è speranza però.
Poi ti eleggono Obama.
Ragazzi che colpo.
Allora va bene.
Dopo otto anni di Bush.
Oggi sto proprio bene. Veramente bene.
E no, no, no.
Ci pensa Latorre e compagnia a ributtarti in depressione.
E tu sei solo, di sinistra.
E tu sei addirittura compatito e consolato dai tuoi colleghi, di destra.
E' veramente faticoso essere di sinistra.
Credetemi.

mercoledì 30 luglio 2008

Utopia

L'utopia è come l'orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L'orizzonte è irrangiungibile. E allora, a cosa serve l'utopia? A questo: serve per continuare a camminare.

Eduardo Galeano

L'uomo senza utopia sarebbe un mostruoso animale fatto di istinto e raziocinio... una specie di cinghiale laureato in matematica pura.

Fabrizio De Andrè

Da Ribelli di Pino Cacucci - Feltrinelli . Leggetelo

Sarà la mancanza di utopia la crisi della sinistra ..tutta?

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