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lunedì 28 novembre 2011

I sacerdoti dell'antico Egitto

Io credo ci sia un’emergenza che la politica dovrebbe finalmente affrontare, quest’emergenza ha un nome e si chiama antipolitica. Non è un fenomeno di questi giorni, ma, a mio parere, nasce con le risposte non date dopo tangentopoli; con la discesa in campo di Berlusconi; con il partito ad personam di Di Pietro;  con gli “scivoloni” a sinistra; con Beppe Grillo … Nasce con loro e adesso sta esplodendo con la questione Casta. Fioccano petizioni e proposte di legge popolare che chiedono, tutte, un forte ridimensionamento delle indennità a parlamentari, consiglieri regionali ed eletti nelle diverse istituzioni. La risposta che la politica sta preparando è, sempre a mio parere, debole e demagogica: blocco dai vitalizi dalla prossima legislatura e proposte di riforma costituzionale per dimezzare il numero dei parlamentari. Io credo che queste risposte non affrontino il vero problema, perché non smonterebbero la casta. Perché la casta, se consultiamo il dizionario, sarebbe:
Gruppo sociale chiuso caratterizzato da specifiche norme di comportamento e dal ruolo predeterminato: la c. dei sacerdoti nell'antico Egitto

Gruppo arroccato nella difesa di interessi particolaristici: la c. dei militari

Allora penso che si dovrebbe riflettere sulla definizione che riporta il dizionario e non solo sui privilegi economici. La politica non dovrebbe più produrre caste. Si può fare. 
Se non si agisce su questo, sull’essere casta, aumenterà il distacco politica / cittadini e a farne le spese sarà la democrazia, saranno i partiti che molti dimenticano essere previsti dalla Costituzione.

venerdì 17 giugno 2011

Non montiamoci la testa


Il mare dalle parti di Gallipoli :)

Andrò forse controcorrente, ma ero molto ottimista sull’esito dei referendum. Quando c’è il rischio di un aumento pesante delle bollette e c’è il timore di rischiare un disastro nucleare che ti potrebbe far diventare fosforescente, è automatico andare a votare. Inoltre c’era anche la volontà di, almeno, ridimensionare l’uomo dei miracoli mancati, in Italia comprese Arcore e Olbia.
I referendum sul divorzio e sull’aborto passarono quando gli italiani erano molto più cattolici di adesso. Non c’è Minzolini che tenga in questi casi. Non c’è invito ad andare al mare che possa essere accolto.
Però non montiamoci la testa. L’Italia s’è desta perché la sveglia era puntata su argomenti molto precisi, chiari e comprensibili. Prova ne è il ritorno del centro destra al ritornello della riduzione della tasse. L’unico argomento che a loro è rimasto.
Il campo da golf a Lampedusa non si farà, gli sbarchi non riescono a fermarli, il federalismo leghista è una bufala. Il lavoro non c’è.
Ripeto, non dobbiamo montarci la testa però, a mio parere referendum e amministrative vanno letti come una richiesta forte di cambiamento nel rapporto che i partiti devono avere con i cittadini. I partiti, soprattutto il mio che ci tengo e spero ancora per molto, devono proporre un progetto di paese: condivisibile e comprensibile e su quello costruire alleanze per andare a governare. Non il contrario. Devono abbandonare l’autoreferenzialità dei convegni o delle lobby (comprese quelle “etniche” che ti avvicinano a mitologici animali).
La testa di chi fa politica è tutta dentro i partiti e i meccanismi che li regolano. Molte teste che nei partiti contano (spesso le tessere) fuori, nel mitico territorio, sono dei perfetti sconosciuti. Mi viene da dire meglio da un certo punto di vista.
Però così non può durare, perché tutti quei SI e tutti quei voti presi alle amministrative presto o tardi potrebbero mandare a scavare il mare tutti i partiti. Allora saranno cavoli amari per la democrazia in questo paese.

lunedì 21 febbraio 2011

La finestra e il cortile


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Lo stato delle cose non cambia senza partecipazione attiva: se non ci sei, non esisti; se non urli non ti ascoltano; se non voti non ti calcolano. La gestione delle cose, del governo delle cose, è roba per pochi intimi che quella gestione non molleranno mai. Cominciamo con le primarie a Torino, andiamo in tanti a votare.

Partecipiamo, invadiamo, urliamo: esistiamo.
Stare a guardare dalla finestra consuma i gomiti e dopo un po’ annebbia la vista.
Fuori c’è un omicidio in corso e la vittima è la democrazia, non è solo sesso a pagamento

domenica 24 maggio 2009

A chi giova l'astensione?

C'è nell'aria a sinistra voglia di astenersi dal voto, si percepisce dai discorsi delle persone e si legge nei blog e su facebook.
Dicono che si vuole mandare un segnale forte. Concordo sul segnale dissento sul metodo.

Personalmente io mi asterrei solo in caso di partito unico o quando si è obbligati per legge a votare.

A prescindere.

Quale sarebbe il risultato dell'astensione a sinistra?

Berlusconi avrebbe una percentuale di voti da paura (seggi e percentuale si calcolano sui votanti) che ci porterebbe ad un regime autoritario, senza contrappesi e senza opposizione. 
Fine della Costituzione.

Il PD scivolerebbe nelle braccia di Casini rincorrendo l'ormai affollatissimo centro, la sinistra radicale già fuori dal parlamento sarebbe un nostaglico ricordo ed i suoi leader li potremo trovare su Ebay a prezzo stracciato.

Vogliamo cambiare i nostri partiti di riferimento?
Chi se la sente si iscriva e agisca dal di dentro, vi ricordo che in autunno ci sarà il congresso del PD e da iscritto puoi essere determinante nella scelta del delegato congressuale.
Dove la legge elettorale lo consente dai una preferenza mirata.

Insomma non la voglio fare lunga: votate votate votate e godetevi questa bella canzone di Samuele Bersani....








mercoledì 11 febbraio 2009

Una ronda non fa sicurezza. Appello a Chiamparino (sperando che non serva)

Caro Chiamparino

Il decreto sicurezza recetemente approvato da ai cittadini la possibilità di costituire ronde non armate (è ammesso lo spray urticante e magari il dogo argentino), come la guardia padana per intenderci. Con l'aria che tira ci sarà un bella competizione
Tocca a lei, signor sindaco, autorizzare le ronde in città. 


Partiti e movimenti si daranno da fare. In città di sera ci sarà un traffico di ronde che neanche nella tangenziale di Milano nell'ora di punta.  Gruppi in verde od in nero tricolore gireranno per la città a piedi o con suv imbandierati. In centro ed in periferia.
Poi ci saranno le contro ronde che andranno a disturbare le ronde.  Carabinieri, poliziotti e vigili urbani sarano distolti dalla loro normale attività per scortare le ronde che, secondo il decreto, li devono affiancare.  
 Oltre i partiti vorrano "rondare" associazioni di quartiere, associazioni commercianti e magari anche mafia camorra e ndrangheta si organizzaranno per vigilare, si sa la microcriminalità disturba anche loro.
 
Signor sindaco vuole questo in città? Vogliamo trasformare la città in un pericoloso carnevale perenne?
 
 Forse è meglio fare appello al senso civico dei cittadini, avere il coraggio di denunciare, non voltarsi dall'altra parte, comporre il 113, collaborare con le forze dell'ordine.
 
Per piacere signor sindaco non autorizzi! Sono convinto che anche le forze dell'ordine la ringrazieranno.
 
Di fianco il link al gruppo Facebook NO RONDE CHIAMPARINO


Ecco L'articolo del decreto legge

Art. 52. del decreto sicurezza 
(Concorso delle associazioni volontarie al presidio del territorio)
1. Gli enti locali, previo parere del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, sono legittimati ad avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati al fine di segnalare agli organi di polizia locale, ovvero alle Forze di polizia dello Stato, eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale. Dalla presente disposizione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 

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