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martedì 9 febbraio 2010

PDL Piemonte e i sondaggi

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Come sapete Berlusconi vive di sondaggi, tutte le mattina a colazione, insieme al cappuccino e alla brioche, sul vassoio trova un sondaggio più fresco di un pesce appena pescato.
In Piemonte ci provano ad emulare il capo, ma con risultati pietosi, addirittura ridicoli.
A me piace curiosare nei siti degli "altri", l'altro giorno son finito nel sito del PDL Piemonte e ho trovato una sezione dedicata ai sondaggi.

Sul sito PDL Piemonte sono attivi tre sondaggi: ronde, crisi auto, e giunta Bresso.

Il primo sondaggio è attivo, udite udite, dal 15 marzo del 2009 e ha raccolto 110 voti.

Il secondo chiede se è in merito alla crisi del settore auto è meglio destinare gli aiuti alla Fiat o alle piccole imprese. Incomprensibile. Anche questo è attivo dal 15 marzo 2009 e ha raccolto 41 (quarantuno) voti.

Il terzo è più "recente", è attivo dal 16 invece che dal 15 marzo 2009. Chiede di dare un voto alla giunta Bresso. Guardate sotto. Qui raggiungono la bellezza di 154 opinioni.

Mi chiedo, che senso hanno questi sondaggi aperti per un periodo così lungo e con un campione non qualificato e scarso numericamente? Mi chiedo che senso hanno questi sondaggi ai quali si può accedere per votare solo se registrati sul sito?

Si, un senso lo hanno. Prendono per il naso i loro stessi sostenitori che abboccano come merluzzi congelati.
E se lo fanno con i loro sostenitori pensate con i cittadini.



Sicurezza, le ronde dei cittadini. Sei d’accordo?
80 72.7%
no
30 27.3%

Numero di votanti: : 110
Primo voto: : domenica 15 marzo 2009 19:02
Ultimo voto: : lunedì 08 febbraio 2010 15:00




Crisi auto, aiuti alla Fiat o alle piccole imprese?
sono d'accordo
25 61%
non sono d'accordo
16 39%

Numero di votanti: : 41
Primo voto: : domenica 22 marzo 2009 16:43
Ultimo voto: : lunedì 08 febbraio 2010 15:00


Regione, dai un voto alla presidente Bresso
Gravemente insufficiente
72 46.8%
Insufficiente
42 27.3%
ottimo
25 16.2%
Sufficiente
12 7.8%
Buono
3 1.9%

Numero di votanti: : 154
Primo voto: : lunedì 16 marzo 2009 15:12
Ultimo voto: : lunedì 08 febbraio 2010 15:00

lunedì 8 febbraio 2010

Diciamo una cosa soltanto .....

"[...] Diciamo una cosa soltanto: c'è una sentenza della Corte di Cassazione che conferma in via definitiva quella della Corte d'Appello di Palermo, nella quale si dichiara l'imputato, senatore Andreotti Giulio, responsabile del delitto di associazione a delinquere con Cosa nostra per averlo commesso (commesso!) fino al 1980. [..]"

Dal libro di Gian Carlo Caselli, scritto con il figlio Stefano, Le due guerre - Perché l'Italia ha sconfitto il terrorismo e non la mafia. Casa editrice, Editore Melampo.

In questo paese la verità devi andare a cercartela.
Lo consiglio a tutti.
La foto è mia e l'ho scattata il 2 di febbraio assistendo alla presentazione del libro organizzata dall'ANPI del mio quartiere.
Una serata utile.
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mercoledì 3 febbraio 2010

Camminando noti (voti) la differenza


Questa mattina sono andato in fondo a Via Bologna a lasciare l'auto dal carrozziere, faceva un freddo cane. Lasciata l'auto mi sono infilato in un bar, caffè e brioches per scaldarmi. Salgo sul bus e mi prende un senso di nausea. Freddo e brioches assieme probabilmente. Decido di scendere dal bus in Corso XI Febbraio all'angolo con Corso Regina (Porta Palazzo per intenderci).
Cammino, magari mi passa.
Camminando sono arrivato fino a casa.
Vi racconto il percorso che ho seguito.
Da corso Regina Margherita ho preso Via XX Settembre costeggiando le Porte Palatine sulla destra ed il Museo Archeologico a sinistra, dopo il Duomo mi sono infilato nel piazzale di Palazzo Reale. Ho attraversato Piazza Castello e ho preso Via Accademia Delle Scienze, alla mia destra il teatro Carignano e a sinistra palazzo Carignano (sede del Museo del Risorgimento). Più Avanti, a destra il Museo Egizio. La via poi cambia nome e diventa Lagrange, dopo averla percorsa tutta arrivo in Corso Vittorio Emanuele all'altezza della stazione di Porta Nuova. Attraverso e mi immergo in San Salvario, il borgo dove abito. Spunto in Via Madama Cristina e dritto a casa, dopo Corso Raffaello.
Al caldo.
Questo interessante percorso (che consiglio a prescindere) misura più o meno 3,3 chilometri, oltre il 51% del quale è pedonalizzato. Ho incontrato scolaresche che entravano nei musei. Ho incontrato turisti coreani che mi hanno chiesto indicazioni per il Museo Egizio e ai quali ho suggerito di recarsi anche al Museo del Cinema. Ho visto una città bella, dove puoi farti passare la nausea facendo una passeggiata in assoluta tranquillità. Sarebbe stato possibile tutto questo con un altro colore a governare la città e la regione? Magari verde il colore? No, non credo proprio. Camminando ho notato la differenza.
Io voterò la differenza. Vi prego fatelo anche voi, è, e non credo di esagerare, una questione di civiltà.

Bresso ovviamente.

In verde sulla cartina il percorso pedonalizzato (e non è certo l'unico della città)


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giovedì 28 gennaio 2010

Sei ingiusto Bill

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Leggo su Repubblica.it che Bill Gates afferma che l’Italia ha ridotto gli aiuti ai paesi poveri, dice che siamo l’unico paese ad averlo fatto. Bill Gates si permette anche di fare l’ironico dicendo che i ricchi sono più preoccupati a spendere per combattere la calvizia che aiutare i paesi poveri del mondo. E dicendo questo, chissà come mai, si rivolge direttamente al nostro primo ministro Silvio Berlusconi.

La risposta di Silvio Berlusconi non si è fatta attendere.


Caro Bill,

Sei ingiusto Bill, vorrei vedere te. Ti rendo conto di cosa vuol dire perdere i capelli?

Svegliarsi al mattino e vedere il cuscino trasformato in moquette? O passare il pettine e invece di pettinarsi graffiarsi la testa? O i figli che usano il tuo cranio come tappetino per il mouse? Avere la sensazione che il vento ti scompigli i capelli e combattere contro l’istinto che ti porterebbe a passare la mano sulla testa, perché sai che quella mano troverebbe il nulla.

Sei ingiusto Bill.

La testa, Bill, è come un campo di grano. Quando il grano viene falciato la terra attende una nuova semina. Anche la mia testa viene falciata dalla calvizie e io devo riseminarla perché possa rinascere una speranza. Io ho bisogno di sperare, Bill. E mi limito ai capelli, saprai certamente gli altri problemi di “crescita” che ho.

Sei ingiusto Bill.

Cosa ne sai della mia sofferenza quando dall’alto della mia statura, non ridere Bill, vedo la folta capigliatura di Brunetta. E non mi consola la delicatezza dell’opposizione che condividendo il mio dolore ha nominato leader calvi, ma non del tutto, come Di Pietro e Bersani.

Sei ingiusto Bill.

Lo hai visto il papa con i capelli al vento, ok sono bianchi però tanti. Capisci ora perché non mi faccio ricevere da lui. Mi vergogno. Cero la mia aureola si vede meglio della sua, ma con i capelli è un altra cosa.

Sei ingiusto Bill.

L’altro giorno, Bill, sono passato davanti ad un barbiere, mi ha salutato con le forbici in mano sorridendo in modo strano, quasi partecipasse al mio dolore. “Grazie”, gli ho detto sconsolato, “ti mando Brunetta”, verificando che avesse le poltroncine per bambini. E lui imperterrito a continuato a salutarmi con le forbici. Chissà cosa voleva dire?

Sei ingiusto Bill.

Ho visto un povero, Bill, africano credo, di quelli che arrivano qui e chiedono asilo politico. Va a capire perché. Aveva una capigliatura alla Bob Marley. Che uomo fortunato. Gli ho chiesto aiuto, un po’ dei suoi capelli. Lui, con fare scocciato e superbo, mi ha mandato a produrre scorie della libertà. Che ingrato. E pensare che lo avrei pagato. Vedi, Bill, come faccio ad aiutare i paesi poveri se le popolazioni di quei paesi non sanno utilizzare le loro risorse. Hanno capelli, reni, fegati, cuori. Aiutiamoci l’un l’altro. Io vorrei, sono loro che non vogliono essere aiutati.

Sei ingiusto Bill.

Tuo Silvio

lunedì 25 gennaio 2010

Popolo di nobili

Popolo di nobili voi italiani, mi dice la custode rumena della casa dove abito quando mi lamento del freddo. Io le dico che sono nato al mare, sono mezzo pugliese e mezzo ligure ed è naturale che patisca il freddo. Lei mi ripete, popolo di nobili voi italiani. Abbozzo un sorriso e mi infilo in ascensore.

Forse vuol dirmi altro ed usa una metafora?

Forse vuole dirmi che noi, popolo di nobili, non raccogliamo le arance e i pomodori. Che noi, popolo di nobili, non badiamo agli anziani, che non alziamo muri salendo sulle impalcature, che non facciamo più i portinai e fra un po' di tempo gli idraulici, gli elettricisti, i carpentieri, i venditori di frutta e verdura in piazza.
Forse vuole dirmi che, noi popolo di nobili, non concediamo, a chi ci sta sostituendo nei mestieri che prevedono la resistenza al freddo e al caldo, una sacrosanta cittadinanza e il diritto di voto. E non la concediamo, noi popolo di nobili, anche se chi la chiede paga le tasse e i contributi e non evade le tasse come molti nobili fanno.
Forse vuole dirci che la nostra nobiltà è fasulla e quando ci offriranno le brioches al posto del pane dovremo chiedere solidarietà e aiuto alla plebe che emarginiamo e disprezziamo.

Siamo un popolo di nobili e anche un popolo di "stronzi", vero Cota?

Inviterò la custode della casa dove abito, prima di infilarmi in ascensore, ad aderire allo sciopero del primo di marzo.

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domenica 24 gennaio 2010

Cinico e baro

Fino al 31 di dicembre scorso la domanda di invalidità funzionava in questo modo:

Il medico di base redigeva una relazione sullo stato di salute del richiedente evidenziando le patologie invalidanti, alla relazione allegavi certificati di medici specialisti ed eventuali cartelle cliniche e con la documentazione ti recavi all’ASL di competenza. Facevi la fila, presentavi la domanda e ricevevi una prenotazione per la visita presso la commissione medica che avrebbe valutato il caso.

Le domande di invalidità riguardano essenzialmente persone anziane, con gravi patologie e affidate a figli, badanti o case di riposo se non abbandonate a se stesse.

Per inciso non è prevista nessuna detrazione per costi relativi a case di riposo o badanti.

Dal primo gennaio del 2010 la gestione e la certificazione delle invalidità è passata dalle ASL all’INPS, da un ente tecnico ad un ente finanziario. E questo già la dice lunga sulle priorità di questo governo. Devo ridurre i costi a prescindere.

Andiamo avanti. Come funziona adesso.

La procedura è più complessa ed anche costosa.

Il richiedente deve rivolgersi ad un medico “certificato” dall’INPS, il quale a pagamento stila on-line sul sito inps la diagnosi. La diagnosi si abbina ad una richiesta che tramite un patronato, al quale il richiedente si dovrà rivolgere, viene trasmessa all’INPS. Se la domanda è accolta il richiedente sarà esaminato da una commissione di medici ASL in presenza di un medico dell’INPS.

Peccato che i medici certificati siano pochissimi (ad oggi 1724 in tutta Italia), il medico per certificarsi deve richiedere on-line il pin e recarsi di persona presso la sede INPS di competenza territoriale.

Mia moglie ed io vorremmo (dovremmo) presentare la domanda di invalidità per mia suocera. Stiamo impazzendo.

Vai all’ASL e gentilmente ti mandano all’INPS indicandoti il sito (tutti internauti in Italia) o i numero verde (gli operatori sono occupati, riprovi più tardi).

Vai dal tuo medico di base: si avevo sentito di questa cosa, magari poi mi certifico.

Fai delle ricerche su internet e scopri che il sindacato dei medici è infuriato.

I medici infuriandosi hanno ottenuto di poter utilizzare un certificato cartaceo in attesa di una diversa gestione del pin.

Intanto qualcuno avrà rinunciato, i mesi passano e questo governo, cinico e baro, avrà risparmiato sulle pensioni, la pensione decorre dalla data della visita della commissione. Più tardi la fai più tardi decorre. Sempre che il richiedente non abbia deciso di lasciare questa valle di lacrime.

Possiamo definire viltà risparmiare sulle pensioni dei più deboli ed indifesi? Possiamo.

Chapeau! Nel senso di vergogna.

giovedì 21 gennaio 2010

Leghisti nel mondo

I figuri in camicia verde hanno la memoria corta e rinnegano i parenti.

Mi sono divertito a fare una ricerca, sempre benedetta sia la rete, sulla diffusione dei cognomi di importanti esponenti della lega nel mondo. Mi sono limitato ad alcuni cognomi, quelli più famosi ed evitando cognomi che potrebbero avere una diffusione a livello nazionale, Castelli per esempio.

Ebbene anche gli avi dei leghisti presero il vapore o scavallarono le Alpi per poter campare lasciando il sacro suolo padano.

Bossi per esempio. Di Bossi in Italia ce ne sono circa 9.000, quasi 900 in Svizzera, oltre 1.000 negli USA e quasi 2.000 in Argentina. Quasi il 50% dei Bossi è all’estero. Noi ci accontenteremmo di mandarci l’Umberto con quel genio di suo figlio.

Curioso il caso di Cota, ce ne sono oltre 5.500 negli USA a fronte dei 400 in Italia. Sarebbe un dramma se fossero tutti come lui e ce li rimandassero indietro tutti. Preferiremmo si estinguesse da noi.

Di Maroni la natura vorrebbe ce ne fossero due, invece in Italia sono sui 3.000 , quasi 800 negli USA e oltre 650 in Argentina. Con quel suo aspetto da mezzo colonnello golpista non mi stupirei se un Maroni fosse stato al soldo di Videla.

E adesso vi passo dei numeri molto confortanti.

Di Berlusconi in Italia ce ne sono 400 (considero solo quelli denunciati all’anagrafe, mi sia consentita la battuta), 144 in Argentina, magari a vendere frigoriferi nella terra del fuoco. Inesistenti i Berlusconi in giro per il mondo, chiamali scemi?

Adesso vi passo un bel dato che ci consente di sperare, i Borghezio sono solo una ventina in Italia e nessuno nel resto del mondo, o sono in estinzione oppure hanno tutti cambiato cognome per la vergogna,

In Africa invece possono dormire tranquilli, non risultano dei Veltroni nel continente nero.

Di Marino ce ne sono tantissimi e ovunque.

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lunedì 18 gennaio 2010

Metafora










A me il Milan di Sacchi piaceva, piaceva molto. C’era la squadra, c’era lo spettacolo, c’erano i risultati.

Era l’utopia realizzata.

Era una squadra con tanti leader, ma tutti al servizio dell’idea e quei pochi “militanti” in campo o in panchina erano orgogliosi del ruolo che svolgevano.

Franco Baresi, il capitano della squadra, giocava con passione ed umiltà. Non faceva la “prima donna”, si metteva al servizio. Non avrebbe mai indossato colori diversi dal rossonero. Franco Baresi aveva il compito di gestire la squadra in campo affinché l’dea di gioco venisse rispettata e realizzata. Un vero capitano.

Il Milan di Sacchi non giocava di contropiede, non si faceva dettare la tattica dalla disposizione in campo dell’avversario, era, al contrario, la squadra disposta nell’altra metà del campo che subiva e cercava timidamente di opporsi e raramente ci riusciva. La squadra avversaria scendeva in campo sperando in una giornata storta del Milan di Sacchi, sperando che una epidemia influenzale costringesse in infermeria mezza squadra.

Il Milan di Sacchi dava priorità all’idea, all’idea del gioco da sviluppare in campo. E vinceva.

Lo stadio si riempiva, i tifosi e gli appassionati del football godevano lo spettacolo orgogliosi di quella idea del gioco. Il Milan di Sacchi entusiasmò i giovani, quelli che del calcio non ne potevano più, molti tornarono a frequentare gli stadi.

A me piaceva il Milan di Sacchi.

Il Milan di Sacchi fece cinque goal al Real Madrid.

Bersani, a te piaceva il Milan di Sacchi?

mercoledì 13 gennaio 2010

Don't wait too long (Non aspettare troppo)

Dedicata a tutti noi.


Questa canzone l'ho scoperta leggendo il primo romanzo di Enrico Pandiani, Les Italiens. E' un noir edito da Instar Libri. Ho letto i primi due capitoli e promette bene.



Don't wait too long Don't wait too long

You can cry a million tears
You can wait a million years
If you think that time will change your ways
Don't wait too long

Puoi versare un milione di lacrime
Puoi aspettare un milione di anni
Se pensi che il tempo ti cambierà
Non aspettare troppo


When your morning turns to night
Who'll be loving you by candlelight
If you think that time will change your ways
Don't wait too long

Quando il tuo giorno diventa notte
Chi ti amerà alla luce delle candele?
Se pensi che il tempo ti cambierà
Non aspettare troppo


Maybe I got a lot to learn
Time can slip away
Sometimes you got to lose it all
Before you find your way

Forse ho molto da imparare
Il tempo può scivolare via
Qualche volta devi perdere tutto
Prima di trovare la tua strada


Take a chance, play your part
Make romance, it might break your heart.
But if you think that time will change your ways
Don't wait too long

Prendi l’occasione, fai la tua parte,
fanne un romanzo, ti potrebbe spaccare il cuore
ma se pensi che il tempo ti cambierà
Non aspettare troppo


It may rain, it may shine
Love will age like fine red wine
But if you think that time will change your ways
Don't wait too long

Può piovere o può splendere il sole
L’amore invecchierà come il buon vino rosso
Ma se pensi che il tempo ti cambierà
Non aspettare troppo


Maybe you and I got a lot to learn
Don't waste another day
Maybe you got to lose it all
Before you find your way

Forse abbiamo molto da imparare
Non sprecare un'altro giorno
Forse li potresti perdere tutti
Prima di trovare la via


Take a chance, play your part
Make romance, it might break your heart
But if you think that time will change your ways
Don't wait too long
Don't wait
Hmm... Don't wait

Prendi l’occasione, fai la tua parte,
Fanne un romanzo, ti potrebbe spaccare il cuore
Ma se pensi che il tempo ti cambierà
Non aspettare troppo
Non aspettare
Mmm… non aspettare

venerdì 8 gennaio 2010

Dopo la social card il buono vacanze

Caro Fantozzi puoi finalmente concederti una bella vacanza, il governo Berlusconi nella sua magnanimità si è inventato il buono vacanza ideato dalla impareggiabile Brambilla.
Vuoi finalmente goderti una bella vacanza, no problem, con i buoni vacanza CI VAI!

Quando? Puoi farti una bella vacanza entro 30 giugno. Mi dici che le ferie le hai ad Agosto? Cazzi tuoi!
Dove? Negli esercizi convenzionati dove potrai spendere i tuoi buoni vacanza! Vuoi farti un drink al Billionaire, sei scemo? Lascia perdere è un brutto ambiente.
Quanto? Dipende, sei single? Hai figli? Qual'è il tuo reddito lordo? Dai, mediamente ti diamo un 20% del costo di una vacanza in bassa stagione di due o tre giorni.
Dici che è poco? E vabbè, lo sai quanto spendo io per il parrucchiere? Mica posso dare tutto a te.
Quando ricevi i buoni? Se li ricevi caro, mettiti in coda e aspetta.

Leggete cosa scrive la sciura Brambilla:

"I Buoni Vacanze mirano a soddisfare tutte le necessità di chi viaggia, offrendo, oltre ai servizi di prima necessità come il vitto e l’alloggio, tutta una serie di altre opportunità presso ristoranti, centri sportivi, servizi di trasporto e noleggio, musei, centri di produzione e vendita di prodotti tipici. Una vera e propria azione concreta al servizio delle molteplici esigenze delle famiglie italiane."


Il buono vacanza parte da un minimo di 100 (cento) euro ad un massimo di 246 (duecentoquarantasei) euro per un nucleo familiare minimo di 4 (quattro) persone.

Ve le immaginate 4 (quattro) persone con 60 (sessanta) euro a testa che soddisfano tutte le loro esigenze di viaggio, i servizi di prima necessità come il vitto e l'alloggio oltre a tutta una seria di altre opportunità presso ristoranti, centri sportivi, servizi di trasporto e noleggio, musei centri di produzione e vendita di prodotti tipici.

Fantozzi vuoi giocare a golf? Vuoi assaggiare il culatello? E No, no. La escort non è prevista, non è in convenzione. Lei non accetta buoni vacanza, solo farfalline. D'oro.

Lasciatelo dire, lasciatelo dire.

Nel caso voleste farvi del male ed approfondire: http://www.buonivacanze.it

Ps: dimenticavo i buoni vacanza non sono utilizzabili per l'acquisto di souvenir, tipo Torre di Pisa, Nuraghe, Mole Antonelliana, Duomo di Milano ....


lunedì 4 gennaio 2010

Il Lodo Lombroso

Oggi visita al Museo di Antopologia Criminale "Cesare Lombroso" di Torino. Il museo è stato inaugurato il 26 di novembre del 2009 ed è uno dei musei universitari torinesi.

Visitando il museo e leggendo Cesare Lombroso ho trovato finalmente la soluzioni ai problemi di giustizia del nostro primo ministro. Riporto la soluzione sperando mi legga Ghedini.

Come sapete Lombroso era convinto che non essendoci possibilità di redenzione la pena detentiva era inutile e crudele, quindi:

"Queste convinzioni pongono il problema della responsabilità del delitto e quindi del significato della pena. Se la predisposizione a delinquere è innata e ha radici biologiche che talvolta si manifestano anche come alienazione mentale, la pena diventa ingiusta e la redenzione impossibile"

Onorevole Ghedini, ma le dobbiamo dire tutto noi???


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venerdì 1 gennaio 2010

Que Viva Nicola

Il mio amico Nicola, Nicola l’operaio, s’è stufato di stare ad aspettare.

Lui lavora duro, fa l’operaio. c’ha famiglia e deve quadrare il bilancio familiare. Lui se c’è da lottare lotta, c’ha l’allenamento. Lui le cose le dice chiare, senza giri di parole. E se c’è da darsi da fare, da volantinare, da fare campagna elettorale si butta a capofitto.

Dicevo, Nicola s’è stufato d’aspettare. S’è stufato d’aspettare che si trovi un candidato per la Puglia o per il Lazio.

Primarie o non primarie, UDC o Sinistra radicale, Rutelli e compagnia.

Allora Nicola vi butta una bella provocazione. Si candida alla Presidenza della Regione Lazio. Dice Nicola, ma un operaio, un normale lavoratore lo vogliamo prendere in considerazione.

A me piace Nicola e mi piace la sua provocazione.

Seguite il suo blog, leggete la sua storia e capirete che grinta che ha Nicola.

Se siete su facebook aderite al suo gruppo.

Meglio Nicola, molto meglio Nicola.

Suerte Nicola!

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giovedì 31 dicembre 2009

Anno nuovo .....

Proviamo a riderci sopra (in senso figurato ...).
Buon 2010!!

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domenica 27 dicembre 2009

God Save the Money


Leggo su L'Unità (su carta) che molti parlamentari britannici non si ripresenteranno candidati alle prossime elezioni. Stanchezza? Doveroso ricambio generazionale? No.
La motivazione è molto venale. Dalla prossima legislatura sarà abolita l'indennità di buona uscita per i parlamentari in carica. Lasciando la "poltrona" s'incassa, restando si perde.

God Save the Money!

sabato 26 dicembre 2009

D'Alema e il blogger agée

Dall'intervista a D'Alema de L'Unità.


Cosa direbbe a un giovane blogger terrorizzato dall’inciucio?
«Non penso che il blogger di cui lei parla sia tanto giovane. Credo sia un po’ più agée. Quelli giovani si preoccupano piuttosto di quanto si è fatto col clima a Copenhagen, non di queste storie...

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Caro Massimo D'Alema, sono un blogger agèe che ha criticato con forza la tua proposta di riforme condivise con la maggioranza.
Sono un blogger agèe che non ha capito se la colpa è essere blogger o agèe o l'essere le due cose insieme.

Ma a prescindere.

Caro Massimo D'Alema, sono diventato agèe votando sempre a sinistra e ricevendo in cambio barlumi di speranza che diventavano disfatte e delusioni cocenti.
Sono diventato agèe sperando che una persona intelligente come te fosse in grado di farci vincere e durare.
Sono diventato agèe assistendo alla tua stucchevole competizione con Valter Veltroni (anche nell'intervista ..).
Sono diventato Agèe assistendo allo spreco di una risorsa come Prodi.

E diventando agèe decisi di iscrivermi al PD, consapevole che è l'unica speranza che abbiamo, per dare un contributo al consolidamento di questo partito.
Caro Massimo D'Alema sono diventato agèe constatando che tutte le volte che ti esprimi crei divisioni e polemiche.
Caro Massimo D'Alema sono diventato agèe notando che ti sfugge che milioni di giovani sono lontani dalla politica e moltissimi lontani dal PD.
Allora restiamo noi agèe, purtroppo.
E tu, caro Massimo D'Alema, che sei più agèe di me, forse dovresti farti qualche domanda:
Non sarebbe il caso, visto che sono un politico agèe, di lasciare spazio ad altri.
Non sarebbe il caso, visti gli scarsi successi politici, di dedicarmi ad altro?
Non sarebbe opportuno, visto che creo divisioni e polemiche poco costruttive, di farmi da parte?

Buon anno Massimo D'Alema.

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martedì 22 dicembre 2009

In attesa del discorso di fine anno

Lo scorso fine anno andò così:



Spero dica che le occasioni sono andate, ancora una volta, perse e che ribadisca la difesa strenua ai valori fondamentali della nostra Costituzione.

Nell'attesa, auguri Presidente Napolitano.


lunedì 21 dicembre 2009

E' consuetidine fare gli auguri, però

Già, anche quest'anno siamo arrivati a Natale ed alla fine dell'anno. Quasi tutti, escluso Brunetta, siamo più buoni, più predisposti al sorriso, a comprendere e ci immergiamo nei canti di Natale e pensiamo ai buoni propositi per l'anno che arriverà.
Già nel senso che come dice Jacques Brel in una sua poesia dedicata al Natale, non è vero ma tutto sommato è bello crederci.
Già.
Già, nel senso di già visto.
Già, nel senso che questa volta gli auguri proprio non me la sento di farli a tutti. E si, è necessario discriminare.
Per farmi capire meglio, provate ad immaginare un presepe con i personaggi della politica.
Dove collochereste uno come Tremonti? Io lo vedrei a studiare un condono per concedere l'abitabilità alla capanna da proporre a San Giuseppe.
E Berlusconi? Me lo vedo a fare il gagà con Maria, promettendole ministeri e fiction da interpretare. Il Silvio annuncerebbe Betlemme 2 ed anche 3. Farebbe un autostrada ad Erode. Ed infine si farebbe chiamare papi dal bambinello.
E Brunetta? Brunetta, una volta individuato ché non è facile, metterebbe i tornelli all'ingresso della capanna. Maroni farebbe schedare tutti ed arresterebbe i Re Magi perché entrati in Palestina senza permesso di soggiorno.
A Borghezio la parte di Erode non gliela toglierebbe nessuno, ha le phisique du role.
D'Alema correrebbe come un pazzo tra la capanna ed il palazzo di Erode, sta a vedere che con la sua grande capacità politica non riesca a concordare una dilazione nella crocifissione futura del bambinello, magari a 35 anni invece che a 33. What a wonderful man!
E potrei anche aggiungere personaggi, la lista sarebbe interminabile.
Pensate al rampollo Savoia che canta il suo amore per l'Italia a Sanremo, pensate a Corona che dall'Italia vuole fuggire, pensate a Tanzi con i suoi tesori nascosti, pensate a Sacconi, pensate a Bondi, pensate a Bossi, a Capezzone, a Vespa, a Cota, a Castelli, a Bonaiuti. Pensate!
Allora io gli auguri li faccio a tutti, ma a questi proprio no.
Quest'anno gli auguri li faccio a chi se li merita.
Li faccio al mio amico Nicola.
Nicola arriva dalla Romania da rifugiato politico, trova un lavoro da operaio, si sposa, ha tre figli, lavoro sodo e trova il tempo per diplomarsi. Nicola è una bella persona, Nicola crede ancora che un mondo migliore, nonostante tutto, si può fare. Nicola non lo abbatte nessuno. Nicola dovrebbero nominarlo Senatore a vita. Adesso però, non da vecchio.
Auguri Nicola, a te e alla tua bella famiglia. Auguri a tutti quelli che vogliono bene a Nicola.
Auguri a tutti quelli che hanno ancora un po' di speranza e non mollano.



sabato 19 dicembre 2009

C'è un limite a tutto

Si, c'è un limite a tutto.


C'è un limite che D'Alema ha superato. D'Alema propone l'inciucio con Berlusconi. Bravo D'Alema fai il tuo patto con il diavolo e vedrai svanire il PD. Squagliarsi. Sparire. Dissolversi.
Basta D'Alema, hai veramente stufato.

Si, c'è un limite a tutto.

C'è un limite che la telecom (con t minuscola) ha superato. La telecom ha utilizzato un sosia di Martin Luther King per pubblicizzare un nuovo prodotto, il cubovision. Lo slogan è I have a cube. Che schifo. C'è un limite a tutto. Vorrei che il cubovision si dissolvesse, vorrei che i dirigenti della telecom si vergognassero e andassare a lavorare come schiavi in una piantagione di cotone. That's the dream.

Quale sarà il limite da superare domani?

Buon feste a tutti, escluso qualcuno.


martedì 15 dicembre 2009

Calendario 2010 Costituzione


Anche quest'anno Arturo rende disponibile un semplice calendario dedicato alla Costituzione, in particolare alla prima parte. La prima parte è quella dei Pricipi Fondamentali.
Quei valori che assolutamente non si devono toccare, anzi si devono finalmente realizzare in modo compiuto. Gli articoli sono dodici, dodici come i mesi dell'anno.
Cliccando qui scaricherete il file pdf da stampare o semplicimente da leggere.
Grazie del buon uso che ne farete.


lunedì 14 dicembre 2009

Diamoci una regolata

Scusate ma mi sembra che sull'episodio di ieri, la statuetta sul volto di Berlusconi, si stiano dicendo un sacco di pericolose stupidaggini.

Cosa è successo? E' successo che uno squilibrato ha lanciato un souvenir verso Berlusconi, lo ha colpito in pieno volto, gli ha fatto male. Ok. Mi dispiace, io preferisco fargli del male il giorno delle elezioni.

Subito dopo l'episodio è arrivata una carrellata interminabile di dichiarazioni dalla solidarietà alla ricerca di colpevoli e mandanti morali e materiali (leggetevi Il Giornale), ai distinguo, ai se ai ma. Inoltre si fa riferimento agli anni di piombo, ai compagni che sbagliano eccetera eccetera.

Ripeto, uno squilibrato ha lanciato un souvenir. Ha avuto sfiga Berlusconi e mira il folle lanciatore.
L'unica cosa seria da dire è che le misure di sicurezza non hanno funzionato.

Non mi interessa neanche fare la classifica delle dichiarazioni che fomentano odio o spaccature nel paese.
Berlusconi divide il paese, Berlusconi sta bloccando il paese con la zavorra dei suoi interessi personali.

Mi interessa invece far notare che il 5 Dicembre centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza: non è successo niente. Il 12 ed il 13 Dicembre è sceso in piazza in PD, non è successo niente. Gli operai sono scesi in piazza, non è successo niente.

Il paese è molto più maturo di chi lo dirige e non rilascia dichiarazioni a vanvera.

Detto questo, io, a Berlusconi lancerei una bottiglia. Di plastica, assolutamente innocua. Dentro la bottiglia metterei un messaggio come fanno i naufraghi dalle isole deserte. Nel messaggio farei l'elenco delle cose che non funzionano e delle sue promesse elettorali. Nel messaggio gli chiederei di presentarsi davanti ai tribunali.

Gli auguro una piena e veloce guarigione.

mercoledì 2 dicembre 2009

Carissima classe dirigente del mio partito

... non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d'Italia si leva verso di noi! ....

Ecco, questa sarebbe la risposta giusta che la classe dirigente del mio partito dovrebbe dare alla richiesta di aderire alla manifestazione No B. Day del 5 dicembre.

La manifestazione e si contro Berlusconi, ma è un appello accorato e disperato al più grande partito di opposizione del paese.

Se non lo si capisce vuol dire che la classe dirigente del mio partito vive su un pianeta che non è la terra.

Coraggio che due passi in piazza sono ancora salutari e Rosy Bindi può sempre autosospendersi da Presidente del PD per un pomeriggio.

giovedì 26 novembre 2009

Patetico Marrazzo

"Quest'uomo sta compiendo un delicatissimo iter da cui nascerà una persona nuova", ha rivelato, la scorsa settimana, a "Repubblica" l'abate di Montecassino, il vescovo Piero Vittorelli.

Chi è quest'uomo?
E' Marrazzo, il prode Marrazzo.

Mi chiedo, ma chi crede di essere il prode Marrazzo?
Chiede addirittura perdono al Papa, manco fosse un imperatore.

E mi chiedo, che cura ha fatto a Montecassino? Si è fatto fustigare? Ha indossato il cilicio? E' diventato una voce bianca? Faceva docce di acqua gelata?

Basta andare una settimana a Montecassino per diventare una persona nuova?
Un trans sarebbe accolto a Montecassino? Un trans potrebbe chiedere perdono al Papa via Bertone?

Chi crede di essere Marrazzo?

Patetico Marrazzo.
Nonostante tutto, nonostante la vergogna, nonostante la scia di morti, nonostante la fiducia che telespettatori prima ed elettori poi gli avevano concesso continua con il suo delirio di onnipotenza.

Patetico Marrazzo.
Non si chiede perdono al Papa.
Si chiede perdono alla famiglia, agli amici, agli elettori, al suo pubblico. Si chiede perdono, magari confessandosi e senza rimbalzi sui giornali al prete della sua parrocchia. Non al Papa.
Poi si sparisce per un bel po', a diventare un altro uomo ci va tempo e sofferenza.

Patetico Marrazzo.
E se il Papa gli concedesse il perdono? Allora patetico anche il Papa.

C'era un ragazzo, lo avevano arrestato, aveva una modica quantità di coca, lo hanno massacrato di botte, è morto, è stato ucciso. Non lo avrebbero ospitato a Monte Cassino, il Papa non avrebbe ricevuto una sua lettera, non poteva diventare un nuovo uomo ... non gliene hanno dato il tempo. Non glielo avrebbero concesso il tempo.


giovedì 19 novembre 2009

Quando c'è il pane c'è tutto. E l'acqua?

Si diceva una volta: quando c'è il pane c'è tutto.

C'era da mangiare.
Si dava per scontato che l'acqua non era un problema. Almeno l'acqua. Per bere, per lavarsi.
L'acqua è il bene tangibile più prezioso e più indispensabile.

Il corpo umano è al 60% acqua.

Non sarà più così.
L'erogazione dell'acqua questo governa la privatizza.

- Il popolo reclama acqua maestà!
- Che beva champagne.

Chi ha soldi potrà sprecare con tutta serenità l'acqua, chi non ne ha la dovrà razionare.
Il nostro "amato" presdelcons continuerà a farsi le sue docce fredde tra un tentativo e l'altro di sesso a cachet, noi dovremo aspettare la pioggia?

In piazza, in piazza, in piazza.



lunedì 16 novembre 2009

Con tutto il rispetto e scusandomi per la provocazione

Stupefatto da tanto acume

Ma non glielo aveva detto mai nessuno? Sta a vedere che si butta a sinistra. E Rutelli? Lui è in centro a fare shopping con Casini ché ci sono i saldi per Natale.

Papa: fame non dipende boom nascite


''Inaccettabili opulenza e spreco''

16 novembre, 12:48

ANSA - ROMA, 16 NOV - Il numero delle persone che soffrono la fame sta subendo una ''drammatica crescita''.Lo ha detto Benedetto XVI oggi alla Fao. Il Papa ha osservato che cio' avviene, nonostante la terra sia in grado di ''sufficientemente nutrire tutti i suoi abitanti''.Le cause della fame vanno ricercate,secondo il Pontefice,nell'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari,la diminuzione di disponibilita' economiche,il limitato accesso al mercato e al cibo''.

mercoledì 4 novembre 2009

Mi viene da vomitare

Non è un'invenzione, mi arriva da Milano.
Sono centri estetici per bambini.
E' superfluo qualsiasi commento.
A Milano dove non puoi mangiare un kebab o un gelato per strada i bambini li portano in centri estetici.
Chi sono gli orchi o orchesse che gestiscono queste attività, chi glielo consente, chi sono i genitori ....
Facciamo qualcosa per piacere.
Aiuto! Mi viene da vomitare!

giovedì 29 ottobre 2009

Fisso e variabile, lo stipendio del politico ed il finanziamento ai partiti basato sull’efficacia del loro operato e del loro comportamento etico .

L’accordo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici prevede un aumento medio di 112 euro lordi da erogare in tre anni. Il quinto livello riceverà 110 euro lordi, di cui 28 euro a gennaio 2010, 40 euro dal 2011 e 42 euro dal 2012.

Da leccarsi le dita, per avere la sensazione di mangiare.

C’è la crisi e, dicono, non ci sono soldi e dobbiamo sacrificarci tutti. Tutti? No, tutti no.

E non mi interessano gli speculatori gli affaristi, quelli che fanno business, mi interessano i politici. Mi interessano quelli che sono eletti nei parlamenti e nei consigli degli enti locali, quelli che hanno incarichi governativi.

Qualcuno dirà, ecco il solito qualunquismo sugli stipendi dei parlamentari. No, qui facciamo una proposta.

La proposta nasce dal desiderio di dare un contenuto etico agli emolumenti dei parlamentari, cioè allineare i costi della politica all’andamento dell’economia del paese (PIL) e alla media delle retribuzioni dei lavoratori e pensionati italiani, andando inoltre a misurare l’efficacia della politica e dell’attività del singolo parlamentare, del gruppo politico e dell’esponente del governo.

In altri termini se il paese (o la regione, il comune ..) va bene e ti comporti in maniera ineccepibile prendi tutta la tua indennità. Gli elettori potranno giudicare in modo chiaro le tue promesse e confrontarle con il tuo operato.

Una sorta di doparie sui costi della politica.

E’ un progetto ambizioso? Velleitario? Forse, ma perché non provarci!

Basi della proposta:

1. Riduzione delle indennità, tetto massimo il doppio dello stipendio medio di un lavoratore della pubblica amministrazione.

2. Indennità basata su una parte fissa ed una variabile.

a. Per esempio il 50% dello stipendio dovrebbe essere garantito, il restante 50% legato a parametri misurabili e verificabili: PIL, presenze in aula, presentazioni leggi ecc ecc

b. Per i ministri la parte variabile dovrebbe prevedere oltre al PIL anche l’andamento del ministero e il programma di governo/finanziaria. Se il programma di governo prevede la riduzione delle tasse e il recupero di evasione fiscale, io ti misuro e ti pago su quanto recuperi dall’evasione e quanto mi fai pagare in meno di tasse.

3. Finanziamento pubblico ai partiti legato all’attività del gruppo parlamentare, media della misurazione dei singoli eletti del gruppo stesso. Andrebbe anche inserito un parametro, per evitare inciuci, che tenga conto di chi governa e di chi è all'opposizione.

Lo stesso metodo retributivo potrebbe essere applicato ai dirigenti e ai grandi manager della pubblica amministrazione.

Cosa ve ne pare?

martedì 27 ottobre 2009

La società civile

La politica spesso arruola nelle sue fila la cosiddetta società civile. Niente di male se per società civile si intende una categoria di persone vicine alla politica, ma non iscritte ad un partito o movimento politico. Questo approccio non mi convince, anzi non mi piace per niente, se, come accade, dalla società civile si arruolano quasi esclusivamente personaggi noti con il marchio “visto in TV” e figli di papà.

Marrazzo è uno di questi. Forse tutte e due le cose.

Per me la società civile sono le persone in coda ai seggi delle primarie: pensionati, operai, impiegati, disoccupati, casalinghe, cassaintegrati, insegnanti, precari, idraulici, panettieri, medici ecc ecc. Persone che fanno una vita normale: si svegliano al mattino, fanno al spesa, lavorano, accompagnano i figli a scuola, fanno al fila alla posta. Gente.

Cominciamo con il mettere al primo piano le idee, la coerenza e l’etica. Lasciamo perdere i “richiami” elettorali. La società civile di “chiara fama” si dia da fare come un normale cittadino, senza chiedere niente in cambio.

Certamente da questa sponda del fiume potremmo dire che non ci sono monarchi che candidano concubine, ma non è meglio una linea di condotta che non preveda un confronto su chi è meno peggio?

martedì 20 ottobre 2009

Lui, io, il PD, le Primarie e il cambiamento.

Siamo a maggio del 2009 in un qualsiasi caffè di un qualsiasi quartiere di una qualsiasi città

Io: Ciao, prendi un caffè

Lui: Grazie, lungo in tazza grande

Io: Zucchero?

Lui: Si, grazie. No non quello, di canna. A no, questa marca no. Passami il dolcificante. Tu?

Io: Amaro, faccio prima.

Lui: Allora cosa fai di bello?

Io: L’ho fatto!

Lui: Cosa?

Io: Mi sono iscritto al PD!

Lui: Ma dai? Ti sei iscritto al PD?

Io: Si, non ne potevo più di stare a guardare e lamentarmi.

Lui: Eh, lo farei anche io. Ma tanto non cambia niente, sempre gli stessi.

Io: Appunto, voglio provare a contribuire per quel che posso al cambiamento.

Lui: Ti illudi, non vedi? Non fanno opposizione.

Io: E allora che facciamo? Ci arrendiamo?

Lui: Non dico questo, ma ci vorrebbe un bel cambiamento, un nuovo leader.

Io: E chi ti dice che non possa capitare

Lui: Si, figurati D’Alema, Veltroni, Bassolino e compagnia cantando. Sempre gli stessi.

Io: Quindi?

Lui: Ci vorrebbe uno che parli chiaro, nuovo, senza un passato nel PC o nella DC, che abolisca le correnti.

Io: Dai partecipa, dai il tuo contributo. Se c’è qualche riunione interessante ti avviso, così vieni a sentire.

Lui: No, non sono convinto. Per carità poi voto PD, però turandomi il naso. Voglio vedere un vero cambiamento prima, almeno qualcuno che ci provi.

Siamo a ottobre del 2009 in un qualsiasi caffè di un qualsiasi quartiere di una qualsiasi città

Io: Ma guarda chi c’è! Il solito caffè?

Lui: Grazie, decaffeinato

Io: Zucchero?

Lui: Si, grazie. No non quello di canna. Normale. Tu?

Io: Sempre amaro, gusto meglio il caffè.

Lui: Sempre nel PD?

Io: E certo e appoggio Marino! Lo voterai no?

Lui: No, no.

Io: Come no? M’hai fatto una testa col cambiamento, e adesso …

Lui: Io lo voterei, mi piace, concordo con quello che propone …

Io: Eh, allora?

Lui: Non ha esperienza, non ha un passato politico.

Io: Scusa, tu vuoi il cambiamento senza cambiare?

Lui: Non è quello, e che sai in politica bisogna sapersi muovere, contare sui D’Alema sui Bassolino. Mica ci si improvvisa.

Io: Allora, non voterai Marino

Lui: E no, mi sento più sicuro con Bersani.

Io: Come vuoi.

Lui: La politica è politica.

Io: Tieni, ti regalo pinzetta delle primarie

Lui: Ah grazie, a cosa serve?

Io: A turarti il naso!

domenica 18 ottobre 2009

Primarie PD, informazioni utili per votare

Qui trovate una presentazione con le informazioni utili per votare.
Per votare Marino, anche ed ovviamente, ma soprattutto per votare.

Ci sono anche info dedicatre alla circoscrizione 8 - collegio 6 di Torino.

http://sites.google.com/site/ilsitodiarturo/Home/Primarie.ppsx?attredirects=0

Se non riuscite ad aprire il file, qui trovate il visualizzatore da installare, a prescindere è comiunque utile.


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