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sabato 29 ottobre 2011

Tres gentile monsieur le President!

Ad oggi i(le) probabili candidati(e) alle primarie per il candidato(a) premier della coalizione di centro sinistra (?) sarebbero: Bersani, Renzi, Civati, Chiamparino, Zingaretti (per il PD), Di Pietro e Vendola. Per ora.
Tutti Maschietti. Tutti maschietti che poi offriranno il ministero delle pari opportunità a una donna, Tres gentile monsieur le president!
Dovesse nascere il movimento delle rottamatatrici non mi stupirei.
Siamo ancora lontani dall'essere un paese compiuto.

domenica 21 novembre 2010

Torino è vicina a Milano e Bari non è molto distante

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Francesco Profumo, il rettore del Politecnico di Torino, pare, ma non è detto, forse, ma non è certo, stia per sciogliere la riserva e accetti la proposta di candidatura a sindaco della città di Torino.
La proposta arriva dal PD ed è gradita da UDC e API.
Il PD esprimerà un altro candidato, Davide Gariglio, esponente dalle molte preferenze dell’area cattolica del partito.
Molto probabilmente l’area di sinistra della coalizione non starà a guardare e presenterà un suo candidato. Quasi certamente un assessore dell’attuale giunta, probabilmente appoggiato da Nichi Vendola.
La previsione è molto facile, Torino è vicina a Milano. Profumo come Boeri.
Caro professor Profumo, chi glielo fa fare? C’è una patria da salvare? Non credo proprio.
Torino si avvicina al cambio di sindaco dopo venti anni di buona amministrazione, Chiamparino è stato il sindaco più stimato d’Italia e gode di grande popolarità anche fuori dai confini. Sergio Chiamparino ha una squadra di assessori bravi che hanno contribuito in modo determinante al successo dell’amministrazione uscente.
La scelta coerente e conseguente del PD sarebbe quella di individuare e far competere alle primarie uno degli assessori della giunta. Ma così sarebbe troppo facile e si rischierebbe di vincere le primarie.  Noi del PD siamo nati per soffrire non per gioire.
Caro professor Profumo, lasci perdere. Torino è vicina a Milano e Bari neanche tanto lontana.

PS: Roma invece, caro Fassino, è molto distante. 

mercoledì 11 febbraio 2009

Una ronda non fa sicurezza. Appello a Chiamparino (sperando che non serva)

Caro Chiamparino

Il decreto sicurezza recetemente approvato da ai cittadini la possibilità di costituire ronde non armate (è ammesso lo spray urticante e magari il dogo argentino), come la guardia padana per intenderci. Con l'aria che tira ci sarà un bella competizione
Tocca a lei, signor sindaco, autorizzare le ronde in città. 


Partiti e movimenti si daranno da fare. In città di sera ci sarà un traffico di ronde che neanche nella tangenziale di Milano nell'ora di punta.  Gruppi in verde od in nero tricolore gireranno per la città a piedi o con suv imbandierati. In centro ed in periferia.
Poi ci saranno le contro ronde che andranno a disturbare le ronde.  Carabinieri, poliziotti e vigili urbani sarano distolti dalla loro normale attività per scortare le ronde che, secondo il decreto, li devono affiancare.  
 Oltre i partiti vorrano "rondare" associazioni di quartiere, associazioni commercianti e magari anche mafia camorra e ndrangheta si organizzaranno per vigilare, si sa la microcriminalità disturba anche loro.
 
Signor sindaco vuole questo in città? Vogliamo trasformare la città in un pericoloso carnevale perenne?
 
 Forse è meglio fare appello al senso civico dei cittadini, avere il coraggio di denunciare, non voltarsi dall'altra parte, comporre il 113, collaborare con le forze dell'ordine.
 
Per piacere signor sindaco non autorizzi! Sono convinto che anche le forze dell'ordine la ringrazieranno.
 
Di fianco il link al gruppo Facebook NO RONDE CHIAMPARINO


Ecco L'articolo del decreto legge

Art. 52. del decreto sicurezza 
(Concorso delle associazioni volontarie al presidio del territorio)
1. Gli enti locali, previo parere del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, sono legittimati ad avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati al fine di segnalare agli organi di polizia locale, ovvero alle Forze di polizia dello Stato, eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale. Dalla presente disposizione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 

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