mercoledì 7 gennaio 2009

Una petizione davvero importante, è per la PACE!

Lo so in questi giorni tutti scrivono di Gaza, troppi scrivono di Palestina e di Israele, di islam e di ebraismo. DI guerra e di pace.  Troppi e spesso a sproposito. Non vorrei aggiungermi all’elenco. Basta la foto qui a fianco per adesso.

Voglio invece parlare di petizioni. Leggete se vi va.

  L’Italia, lo sappiamo, è un paese strano. E’ lungo ed a forma di stivale, ci sta il mare quasi tropicale e ci stanno i ghiacciai. Si mangia la polenta ed anche la bagna cauda, gli spaghetti ed anche  il riso. Ci stanno tanti partiti che ci vorrebbero tre o quattro parlamenti, ci stanno più province che comuni, ci stanno frazioni più grandi dei capoluoghi. Ci stanno gli interessi e ci stanno i conflitti.  Ci stanno le isole dei famosi che non li conosce nessuno, ci stanno i soliti noti (magari fossero i soliti ignoti) sempre ed ovunque alla ribalta.

Ed in Italia, perché non ci facciamo mancare mai niente, si fanno le petizioni, quante se ne fanno! Se ne fanno talmente tante che quelle che servono scompaiono tra una mail e l’altra. E sono tutte on line e spesso non capisci chi la promuove oppure se è una bufala con dentro un virus che t’ammazza il computer.

Vi faccio qualche esempio dal sito http://www.firmiamo.it/.

Ecco alcune delle ultime create:

 

·           Prolungamento metrò b Laurentina-Tor Pagnotta- Pomezia-Ardea

·           Non si può rimanere a guardare! Appello per Gaza!

·           Basta truffe nei siti cinesi

·           Facciamo tornare Buffy al cinema!!!

·           Eluana e solidarietà

·           No alla chiusura di PALERMO CITTA' SENZA SOLDI

·           TEVEZ ALL'INTER!!!

·           jonas brothers!!

·           vogliamo i jonas!!

·           SALVIAMO LA SECONDA LINGUA

·           Aiutaci a garantire l'effettiva applicazione dell'art. 27 Cost.(funzione rieducativa della pena)

·           fare rimanere Pazzini a Firenze

·           BASTA ACCISE SUI CARBURANTI!

·           Garantire l'attuazione dell'art. 27 Cost.(funzione rieducativa della pena).

·           SUL POTERE MONOPOLISTICO DI COMUNIONE E LIBERAZIONE NELLA REGIONE LOMBARDIA

·           Vogliamo l'università a Gela

·           Sì alle INTERCETTAZIONI !

·           No alle squadre ad Amici

·           REVOCHIAMO IL NOBEL PER LA PACE A SHIMON PERES

·           LOCOROTONDO (BA) : SALVIAMO IL "LUNGOMARE" 

E leggete quali sono le più firmate:

·           LIBERADONNA

·           CONTRO IL MAESTRO UNICO

·           Salviamo Internet . No alle tasse e alla legge Levi-Prodi .

·           Firma contro gli esami di riparazione

·           Trenitalia ci discrimina

·           Servizio Civile Nazionale a rischio chiusura

·           Per la decriminalizzazione universale dell'omosessualità

·           Campagna di Solidarietà  a Dante De Angelis.

·           NO ALLA CHIUSURA DEL SAN PAOLO

·           Per il maestro unico

·           Firma contro Canone Rai e Telecom

·           martirio di un cane

·           I TIFOSI CHIEDONO IL MAXI-SCHERMO AL "SAN PAOLO"

·           SCEMPIO A PORTO EMPEDOCLE APPLICAZIONE DELLE LEGGI

·           Cinque per mille stabile e senza limiti

·           LIBERASPIAGGIAPERCANI

·           Nala bruciata con l'acido è morta

·           ma si tanto era solo un cane

·           Cittadinanza di Firenze a Cesare Prandelli

·           Salva la Reiss Romoli

 

Ecco come avete potuto leggere ce ne sono proprio di buffe che nessuno prenderà in considerazione. Ce ne sono anche con un contenuto serio ed importante che finiranno dimenticate nel grande mare di internet.

Ho scritto questo post per dire due cose. La prima è che il successo delle petizioni fai da te dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, la scarsa credibilità dei partiti e delle associazioni e non mi dilungo oltre. La seconda più importante ve la dico con calma. Anzi ve la dico subito: vi esorto a firmare una petizione, anzi un’appello.  Vi ho sorpresi? Adesso vi spiego.

Si tratta della proposta di Articolo 21 rivolta a candidare Emergency e Gino Strada al Nobel per la Pace. Servono un milione di firme entro il 30 giugno 2009.

Il Nobel per la pace fu assegnato in passato a Peres ed Arafat (ex combattenti)  personaggi come Kissinger (organizzatore di colpi di stato ed altro).  

 Allora chi più di Gino Strada è intitolato a riceverlo?  Chi più di una organizzazione che opera dove ci sono i conflitti, dove cadono le bombe e dove c’è urgente bisogno di cure mediche.

 Cosa è Emergency (dal sito):

 

Nei conflitti contemporanei il 90% delle vittime sono civili.

Ogni anno la guerra distrugge la vita di milioni di persone nel mondo.

Emergency è un'associazione italiana indipendente e neutrale, nata per offrire assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.

Emergency promuove una cultura di solidarietà, di pace e di rispetto dei diritti umani.

L'impegno umanitario di Emergency è possibile grazie al contribuito di migliaia di volontari e di sostenitori.


Se vi ho persuaso andate e firmate, il link è sotto il banner, e state attenti alle petizioni on line.

Se avete dei dubbi cercate più informazioni sui giornali, sulla rete, leggete i libri di Gino Strada.

Se non ritente corretto dare il Nobel ad Emergency, pazienza, vorrà dire che questo blog non fa per voi, amici come prima.

 

lunedì 5 gennaio 2009

Sciare a Dubai

 Si scia a Dubai, dov'è c'è il deserto e non nevica mai.
 Non si riesce a dare serenità a questa bambina in Palestina, a Gaza.

Due secoli di idee, di morti, di lotte sociali hanno prodotto ...una sciata nel deserto.

Rewind!

domenica 4 gennaio 2009

Cacchio che bel pezzo

Questa volta non scrivo niente, copio.


Ho letto un'articolo del Guardian (quotidiano londinese) su: Italia dall'estero..come ci vede la stampa estera.

Non faccio commenti, è superfluo. Leggetelo e frequentatelo quel sito, lo trovate nei miei link.



Con l’anno di crisi economica in vista, non è il momento migliore per la presidenza di Berlusconi al G8

Pubblicato Martedì 23 Dicembre 2008 in Inghilterra

[The Guardian]

IL SETTANTADUENNE PLAYBOY DEL MONDO OCCIDENTALE HA SALVATO DAVID BECKHAM DALL’OSCURITÀ DI LOS ANGELES E È ORA DECISO A TUTTI I COSTI A SALVARE L’ITALIA E, COME GORDON, IL PIANETA

Gordon Brown ha salvato il mondo, Angela Merkel ha salvato il suo budget federale, Jose Manuel Barroso ha salvato la sua carica per un secondo mandato - e Nicolas Sarkozy ha salvato l’Europa. Adesso, mentre un anno orribile sta giungendo al termine fra ancora più terribili previsioni per l’Unione Europea, si fa avanti Silvio Berlusconi.

Ha salvato David Beckham dall’oscurità di Los Angeles aiutandolo ad ottenere un prestito di 10 settimane alla sua squadra di calcio, l’AC Milan - garantendogli accordi con sponsor molto lucrativi e apparizioni su diversi canali televisivi gestiti dal suo impero Mediaset. Avendo compiuto la missione, e’ ora deciso a tutti i costi a salvare l’Italia e, come Gordon, il pianeta.

Il primo gennaio, il giorno in cui Sarko non sarà più ufficialmente il presidente europeo, l’italiano presidente del consiglio (in italiano nel testo, N.d.T.) assumerà il controllo come presidente del G8 e, con illusioni di grandezza da togliere il respiro, è già impegnato a organizzare un vertice fra Barack Obama e il russo Dmitri Medvedev.

Entro marzo, quando l’economia europea sarà probabilmente un disastro, Berlusconi prevede un vertice dei G14 - un’idea originariamente di Sarko per coinvolgere le economie emergenti - sulla “dimensione umana” della crisi finanziaria.

Presumibilmente questo è linguaggio diplomatico che significa crescente debito personale, povertà, disoccupazione, disperazione e tutti e tutto ciò che di solito si associa alla tetraggine invernale di quella che è, potenzialmente, la recessione peggiore dalla seconda guerra mondiale. Specialmente nel suo paese, che è in recessione da due quadrimestri, che affronta un esorbitante aumento della disoccupazione, che vede il produttore di auto Fiat cercare un partner che lo rilevi per uscire dal suo tormento e, che senza l’euro e la Banca Centrale Europea che lui tanto disprezza, sarebbe in bancarotta.

Berlusconi, che ha un capitale personale di circa dieci miliardi di dollari, e che è un architetto di riforme giudiziarie in serie per permettersi l’immunità dalla giustizia, è il leader politico che ha chiamato Obama “abbronzato” e che ha paragonato un deputato tedesco a una guardia di un lager nazista (Kapo).

Il suo contributo al programma europeo di ripresa - un pacchetto-stimolo del valore di 200 miliardi di euro che equivale all’1,5% del prodotto interno lordo - sembra consistere in tagli alle tasse dei suoi sostenitori politici nelle piccole imprese e in sanzioni ridotte per evasori fiscali - equivalenti all’1% del prodotto interno lordo, secondo i politici italiani di opposizione . Il pacchetto è cosi’ irrisorio che la maggior parte degli analisti crede che possa perfino essere una riduzione delle spese.

Adesso il settantaduenne playboy del mondo occidentale vuole diventare il presidente italiano, succedendo all’ex-comunista e leader sindacalista Giorgio Napolitano, un uomo di grande integrità, dopo il 2013. Presumibilmente  per la vita, alla Mugabee, e, per perpetua immunita’ contro le azioni giudiziarie, alla Chirac.

Questa è, in tutta serieta’, la persona che, per la rotazione, sarà presidente del G8 l’anno prossimo, quando è possibile che ci sarà un bagno di sangue economico in tutto il mondo.

E’ ora di finirla con questo stupido processo e, come previsto per l’Unione Europea sotto il Trattato di Lisbona ora in stallo, di scegliere un presidente di genuina statura e capacità di visione per dirigere questo organismo per il lungo periodo. E specialmente dato che siamo tutti d’accordo che, come il Consiglio di Sicurezza Europeo e l’IMF/Banca Mondiale, dovrebbe essere permanentemente riformato per includere la Cina, l’India e le restanti economie emergenti.

E’ già abbastanza grave che l’eurotossico Vaclav Klaus, il presidente ceco, diventi capo nominale dell’Unione Europea il primo gennaio (Ok, il suo primo ministro presiederà’ gli incontri). Questa rubrica preferirebbe vedere Sarko realizzare le sue ambizioni di diventare presidente a lungo termine dell’eurogruppo e leader de facto dopo il suo successo iperattivo nel dirigere l’Unione Europea per gli ultimi sei mesi.

Forse potrebbe farsi carico anche del G8/G14 per il resto della sua permanenza in carica all’Eliseo - certo di essere prolungato dopo il 2012 per ulteriori cinque anni secondo il modello corrente. O datela a Tony Blair. A chiunque tranne che all’inadatto Berlusconi, il presidente indiscusso di Tangentopoli 2 (in italiano nel testo, N.d.T.), o città della corruzione, quello che il suo paese nativo e’ nuovamente diventato.

[Articolo originale di David Gow]


giovedì 1 gennaio 2009

Signor Presidente si gestisca un blog e si sfoghi insieme a noi

Bel discorso Presidente.

Ho ascoltato il suo messaggio di fine anno con attenzione e con simpatia ed ho notato che ha ripetuto tre volte "facciamo della crisi una occasione".
Giusto, se non ora quando, ma chi deve fare della crisi l'occasione.?Questa politica o questa imprenditoria o questi sindacati divisi.
La crisi dice Lei per migliorare le istituzioni, perfetto Presidente.
Possono però queste istituzioni, i politici attuali, automigliorarsi?
La crisi dice Lei per migliorare la pubblica amministrazione, ottimo Presidente.
Si può migliorare la pubblica amministrazione quando il colpevole è il semplice impiegato e non il dirigente e chi decide?
La crisi dice Lei per migliorare il modo di operare dell'amministrazione della giustizia, grande Presidente.
Possono farlo i prescritti e gli indagati ed i condannati?
La crisi per ridurre le disparità economiche, giustissimo Presidente.
Può farlo un governo che dal cilindro tira fuori il coniglietto della Social Card e non pensa, eticamente, ad autoridursi privilegi e stipendi?
La crisi, Lei esorta, per migliorare l'economia e con essa gli stili di vita in modo che siano più sobri, ben detto Presidente.
Può farlo questo governo che regala Alitalia alla Cai che poi ne cede una quota ad Air France che l'avrebbe pagata molto ma molto di più? O può questa politica adottare uno stile di vita più sobrio se gira in bandana e fa cucù?
Infine la crisi per migliorare quanto facciamo per la conoscenza e per il nostro patrimonio culturale e per il nostro capitale umano, grande Presidente.
E come se qui mortifichiamo la scuola, tagliamo i fondi alla cultura e assistiamo alla fuga all'estero del nostro migliore capitale umano?
Infine, un pò sconsolato, Lei dice: "Non spetta a me indicare quali decisioni vadano prese in via immediata."
E se è sconsolato Lei si figuri noi.
Allora Le consiglio di gestire un blog, magari anonimo, dove potersi sfogare ed indicare quali decisioni vanno prese in via immediata.

mercoledì 31 dicembre 2008

Buon Anno


martedì 30 dicembre 2008

Figli di

Il figlio di Di Pietro l'ha combinata grossa, probabilmente la politica ti regala dei super poteri  che ti fanno credere di essere su di un'altro pianeta. Ti allontani dalla realtà e non riesci più a valutare i tuoi limiti ed a  stare dentro i confini che  il ruolo ti assegna.
Ma era proprio necessario che il figlio del prode Antonio si candidasse a svolgere un ruolo attivo in politica. Poteva limitarsi a distribuire i volantini per il papà, ma fare il politico perchè? Lo ha ordinato il medico?
Capisco l'affetto per il papà, da bambini si mitizza la figura del padre, lo si  crede il migliore e da grandi si vorrebbe essere come lui. Poi si cresce però, arriva il sano conflitto. Il papà è visto, in una certa fase, come un rompiscatole pieno di difetti, che non ti capisce. E i figli cercano altri riferimenti, cercano strade diverse. 
Poi, si sa, la vita è dura, bisogna sacrificarsi, salire gli scalini uno ad uno. Prendere sberle, maturare.
Poi non ce la fai e per fortuna ci sono le scorciatoie se il papà te le propone. E se sei "figlio di" mica fai il precario in un call center, in un'ospedale, in un'univeristà. Mica lavori come cococò.
E chi se ne frega se il mio papà non è come me lo immaginavo: senza macchia e senza paura. Ha l'auto blu! 
Con questo non voglio vietare ai figli di fare politica, ci mancherebbe. E' strano però che non facciano politica in uno schieramento avverso al padre od al consanguineo (DNA?) oppure che si limitino a fare politica nel territorio facendo una sana ed umile gavetta.
Trovate qui sotto un piccolo, sicuramente parziale, elenco di figli e fratelli di, se ne conoscete altri aggiungete.
 
La Malfa Giorgio figlio di Ugo
Craxi Bobo  figlio di Bettino
Craxi Stefania figlia di Bettino
D'Alema Massimo figlio di Giuseppe
Cossiga Giuseppe figlio di Francesco
Segni Mariotto figlio di Antonio
Mussolini Alessandra nipote di Benito
La Loggia Enrico figlio di Giuseppe
La Russa Ignazio Benito Maria figlio di Antonino
La Russa Romano Maria figlio di Antonino e fratello di Ignazio Benito Maria
Prodi Vittorio fratello di Romano
Tatarella Salvatore fratello di Giuseppe detto Pinuccio
Costa Enrico figlio di Andrea
Maroni Chiara figlia di Sergio
Fitto Raffaele figlio di Antonio detto Totò
Berlusconi Piersilvio figlio di Silvio futuro Re d'Italia
 
E chissà quanti altri nelle regioni, nelle provincie, nei consigli comunali, nelle circoscrizioni, nelle comunità montane.......

domenica 28 dicembre 2008

Un'altro così ci vorrebbe

Stavo pensando di scrivere un post provocatorio dove auspicavo che il governo e la politica dell'Italia venisse per almeno una legislatura affidata ad un paese europeo. Francia, Germania o Spagna.  

L'opposizione potrebbe affidarsi al PSOE di Zapatero giusto per fare un'esempio. E questo a tutti i livelli della politica.
Poi ho letto di Renato Soru, allora c'è speranza mi sono detto. Ho letto e riporto il suo intervento all'Assemblea Regionale Sarda, l'avesse fatto Romano Prodi nel 1998 (ricordate il duo Bertinotti/D'Alema ed il pupazzetto di Cossiga?) oggi staremmo meglio, non credete?
Leggete, e dopo aver letto ditemi se non concordate con me: un'altro così ci vorrebbe! Soru ci consola dalle miserie di quest'ultimo periodo. Si pensava di migrare in Spagna, coraggio forse ci rimane la Sardegna! Grazie Soru!
"Confermo le dimissioni con la massima serenità. Ho voluto cercare di gestire questa crisi nel migliore dei modi. In Consiglio, nella discussione trasparente come in una agorà, non nelle stanze segrete. La crisi è nata qui, alla luce del sole, sulla legge urbanistica: una discussione chiara da cui speravo che nessuno si astenesse, e qui ho voluto che si concludesse. Non rispondo ai tanti senza memoria, ai sepolcri imbiancati".

"Ho presentato le dimissioni perché ritenevo che stessimo contraddicendo quanto di importante e di buonissimo avevamo fatto nel governo del territorio. Ma oggi, al di là di richiami all'unità o di parole generiche mi sarebbe piaciuto sentire quanto è importante il Piano paesaggistico e la sua applicazione nelle zone interne. Avrei voluto che la discussione entrasse nel merito. Così non è stato. Non ho sentito riferire nell'aula i temi che mi avrebbero potuto portare ad utilizzare meglio gli ultimi tre mesi della legislatura. Senza alcun dramma rivendico con orgoglio il grande lavoro fatto dal centrosinistra, mettendo al centro l'interesse della Sardegna senza tirare a campare o, a spese di tutti i sardi, cercare il facile consenso. Nel momento in cui non possiamo proseguire al meglio, diamo la parola ai sardi: intorno al loro giudizio, rinsalderemo un centrosinistra con nuova lena e nuova voglia di ripartire. Una coalizione di governo che sarà più forte, più coesa, e potrà ridare slancio a un programma e a una alleanza. Si andrà al voto rapidamente, e la campagna elettorale non sarà a spese dei sardi." 

"Stanotte dormirò bene perché so che ho speso questi anni cercando sempre di dare il meglio di me stesso, anteponendo a tutto gli interessi dei sardi. So che domani, quando riconsegnerò le chiavi, lascierò una Regione senza scheletri nell'armadio, senza una tv in ogni stanza ma con più computer, una Regione più moderna con delle regole certe e con un bilancio risanato. Ridiamo la parola ai sardi in modo che siano loro a giudicare cosa è stato fatto bene e cosa poteva essere fatto meglio". 

"Lascio una Regione con una pienezza di risorse come mai prima. Da dopodomani sarò in giro per tutti i paesi della Sardegna per riproporre le differenze, le linee di demarcazione. Andrò a parlare di scuola pubblica, di sanità pubblica che funziona e non di sanità privata che non funziona, non di metri cubi di costruzioni in più, ma di ragazzi con maggior cultura. Due modelli contrari si fronteggiano: è ora di chiedere ai sardi di scegliere. Ringrazio per l’onore che mi è capitato in questa vita, e faccio i migliori auguri alla Sardegna e ai sardi, i migliori auguri a tutti voi".

Dal sito di Renato Soru: http://www.renatosoru.it

sabato 27 dicembre 2008

Un'augurio


Roger Heston (o chi vuoi tu, dice Arturo)

Quante volte Ernest Hyde ed io
abbiamo discusso del libero arbitrio!
La mia metafora preferita era la vacca di Pricket
che pascolava legata, e circolava
quanto glielo consentiva la fune.
Un giorno che così discutevamo, guardando la mucca
che tirava la fune per allargare lo spazio
che era ormai nudo d'erba,
il piolo saltò e, testa bassa,
quella ci corse addosso.
"E questo? non è libero arbitrio?" disse Ernest fuggendo di corsa.
Io caddi sotto una cornata.

da Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters

mercoledì 24 dicembre 2008

Liberamente tratto da "Canto di Natale" di Charles Dickens

 Il terzo spirito (il Natale Futuro) si presenta come una figura altissima, avvolta da un nero mantello e un cappuccio da cui nulla traspare se non una mano che sporge da una manica. Invano Silvio chiede che parli, la figura è silenziosa, e lo guida solo con un dito. Siamo ancora ad Arcore , e Silvio assiste a diverse scene il cui argomento è la morte di un vecchio tiranno, deriso da tutti. Due politici del suo partito parlano del suo prossimo funerale: mentre uno (di Alleanza Nazionale) afferma di andarvi per puro dovere, l'altro (ex socialista), schernendo il  defunto, è interessato soltanto a rifarsi a sue spese con la cena gratis del funerale. Un povero padre in cassa integrazione non nasconde alla famiglia il sollievo per la sua morte perché chiunque andrà al governo, il futuro premier sarà sempre più buono di lui. In un circolo della libertài seguaci del defunto si dividono tutto quello che hanno potuto rubare in casa sua, incluse le tende del baldacchino che ne proteggevano il corpo e la camicia sottratta dal suo abito funebre: l'ammontare totale è venduto su Ebay tra le risate di tutti. Intanto un profondo dolore ha colpito il Partito Democratico Veltroni è morto di stress. È lutto profondo, dolore immenso. 

 Silvio vorrebbe sapere chi è il vecchio tanto odiato da tutti, ma quando il fantasma lo porta davanti al capezzale non osa scoprire il lenzuolo che ne ricopre interamente la salma. Silvio vede che la sua casa della libertà è stata venduta, e pure Mediaset, vorrebbe entrare, ma il fantasma indica invece un'altra direzione: Silvio entra nel cimitero, dove la mano dello spettro indica una lapide con scritto: Silvio Berlusconi! Il pentimento è completo, il messaggio è andato fino in fondo al cuore di Silvio

Silvio si ritrova nel letto e scopre che è mattina presto, il Natale ha fatto il suo ingresso, glielo conferma un Capezzone che passa sotto la sua finestra. Forte della lezione ricevuta manda Capezzone  a comprare il piu' grosso tacchino in vendita al negozio li' vicino e premiandolo con una corona glielo fa portare a casa di Di Pietro quindi, sbarbato e ripulito, esce per strada salutando tutti con affabilita' e trova la forza di presentarsi a casa di Napolitano che lo aveva invitato per Natale, accolto con calore passa il piu' bel Natale della sua vita. La mattina dopo in Parlamento aspetta l'arrivo dell'opposizione che si presenta in ritardo e ancora ignara del cambiamento del premier  in un primo momento lo prende per pazzo ma Silvio li tratta da quel momento da amici, dà loro ragione su tutto, si dimette e chiede scusa a tutto il popolo.

Sdedica al volontariato e  soprattutto a Veltroni, che guarisce. Con l'opposizione e con il popolo tutto si instaura un profondo legame di amicizia. Da allora Silvio diventa una delle persone più amate, e trova finalmente la pace dell'anima.

Lo so è una favola, non accadrà mai. Ma è Natale e cosa costa sognare divertendosi un pò.

 Auguri a tutti. Facciamogli gli auguri almeno a chi stimiamo e vogliamo bene. Faccio gli auguri a Soru (perchè evita il conflitto d'interessi), a Saviano (per il coraggio e perchè regala speranza), a Gad Lerner (perchè il suo blog è aperto e lui ci mette la faccia), a tutti quelli che mi leggono soprattutto a Redentatiria.  

Non mangiate troppo che fa male e non è bello.

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