venerdì 31 dicembre 2010

Millenovecentonovantaquattro - Oscar Luigi Scalfaro

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Riporto parzialmente il messaggio di fine anno agli italiani del 1994, presidente era Oscar Luigi Scalfaro. 
1994, l'anno della discesa in campo. Sono passati sedici anni, valutate voi.

Il discorso completo lo trovate qui.

foto ufficiale di Oscar Luigi ScàlfaroC'è ancora violenza: criminalità organizzata, sequestri di persona; ai commerci illeciti, della droga, delle armi, del nucleare, si sono aggiunti persino i commerci di organi umani!
Ancora tanto ed intenso il lavoro dei magistrati - e noi diciamo un grazie per quello che fanno - per i reati contro l'amministrazione dello Stato.
Ancora interrogativi su come chiudere la fase più grave della corruzione politica.
E io devo dire con molta semplicità che, pure questa fase, ha bisogno di essere chiusa. Occorre trovare la strada.
Occorre saperla chiudere. Certo, secondo giustizia, una giustizia vera, senza applausi e senza contestazioni: giustizia!
Né si possono tacere, a proposito della giustizia, le gravi preoccupazioni che si generano nell'animo dei cittadini, di fronte ad atteggiamenti che possono dare la sensazione, o peggio, di contrasti fra mondo politico e Magistratura, fra gli stessi organi giudiziari, fra questi e il ministero della Giustizia.
I compiti che la Costituzione affida a ciascuno dei poteri dello Stato e dei vari uffici devono essere a garanzia di tutti. E la fiducia nell'indipendenza e nella serenità della giustizia è questione di vita.
E occorre anche sottolineare, ancora una volta, un dilagare di polemiche personali, di forme di insinuazione, di vere aggressioni anche ad organi costituzionali. Manifestazioni che presentano non la libertà di espressione del proprio pensiero, ma la degenerazione, la degradazione, non degne della democrazia.
E non solo: ma la grande pagina del lavoro, con il tema doloroso della disoccupazione, della sottoccupazione, di chi attende nella speranza di essere richiamato a lavorare e questa speranza è sempre nelle nebbie.
Le famiglie, i problemi dei giovani, i problemi degli anziani.

Noi! Noi continuiamo un cammino difficile, con tensioni innumerevoli - consentitemi - diverse delle quali ce le potremmo risparmiare con un po' di senso di responsabilità!
La nostra meta è una democrazia vera.
E io mi sento di dire che questa meta di democrazia vera sarà raggiunta dalla forza e dalla fede del popolo italiano.

Una democrazia vera che abbia al centro l'uomo, l'uomo libero, l'uomo giusto, rispettoso delle libertà altrui, l'uomo che come cittadino possa sempre sentire viva la presenza dello Stato, in ogni ordine e grado: Comuni, Province, Regioni, lo Stato, al centro.
Una presenza capace di mutare nei cittadini una convinzione, che pare invincibile, di uno Stato inefficiente, insensibile, sempre inadempiente.
Occorre un risveglio forte, idoneo ad un dialogo umano tra Stato e cittadino, fatto di lealtà, di credibilità vicendevole, perché si ricostruisca una fiducia veramente valida.

Per questi fini noi abbiamo bisogno di stabilità politica.
Abbiamo bisogno di credibilità politica.
Abbiamo bisogno di fiducia politica.
Abbiamo bisogno di aumentare stima e fiducia verso l'Italia sul piano internazionale.

Siamo ad un bivio. Siamo ad una scelta: chi vede la soluzione della crisi di governo nel ricorso a elezioni con scioglimento immediato del Parlamento, Parlamento - lo dico amorevolmente - che vorrei pregare di non definire mai delegittimato; chi privilegia le gravi e urgenti questioni che incombono e che esigono la presenza di un governo nella pienezza delle sue prerogative. Due ipotesi. Bisogna essere chiari: due ipotesi entrambe corrette sul piano costituzionale. Poi, ognuna delle due, può essere discussa politicamente, ma entrambe corrette sul piano costituzionale.
E chi, invece, sostiene che si debba attendere, che ci voglia un governo e del tempo.
Perché si vuole del tempo?

E vi è chi accenna a problemi finanziari che non attendono e debbono essere affrontati, pena una ulteriore caduta dell'immagine e della fiducia dell'Italia sul piano internazionale!

E chi ricorda la grave questione della disoccupazione, specie giovanile, che assume caratteri umanamente penosi e allarmanti nel mezzogiorno; e si richiama, inoltre, a temi importanti, a cominciare dalle riforme costituzionali. Temi presenti, pure con impostazioni e soluzioni diverse, un anno fa. Temi presenti in tutte le agende elettorali di tutti i gruppi, partiti, movimenti che si sono presentati alle elezioni. L'agenda era precisa, poi ognuno dà a questi termini un contenuto, un risultato, un'interpretazione diversa.

Attenzione!
È chiaro che chi è favorevole a qualsiasi immediata soluzione, cioè a elezioni immediate, non è che sia contro a tutto questo che ho elencato: ritiene che tali problemi e tali adempimenti possano più adeguatamente essere affrontati da un nuovo Parlamento.

 ......

Buon anno a tutti, con tutto il cuore!

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