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sabato 29 ottobre 2011

Tres gentile monsieur le President!

Ad oggi i(le) probabili candidati(e) alle primarie per il candidato(a) premier della coalizione di centro sinistra (?) sarebbero: Bersani, Renzi, Civati, Chiamparino, Zingaretti (per il PD), Di Pietro e Vendola. Per ora.
Tutti Maschietti. Tutti maschietti che poi offriranno il ministero delle pari opportunità a una donna, Tres gentile monsieur le president!
Dovesse nascere il movimento delle rottamatatrici non mi stupirei.
Siamo ancora lontani dall'essere un paese compiuto.

domenica 2 ottobre 2011

Un patto per salvare il PD

Credo che il Partito Democratico non possa permettersi delle primarie per scegliere il prossimo candidato premier tutte giocate all’interno del partito. Sarebbero un gioco al massacro e non la resa dei conti perché i conti non tornerebbero, un film western senza orizzonti, ma con tanti morti. Partito compreso. E un regalo alla destra e a Montezemolo che non dobbiamo fare.
Credo che il partito tutto dovrebbe appoggiare Bersani premier, come peraltro previsto dallo statuto.  A una condizione però: il rinnovamento.
Bersani in cambio della sua indiscussa candidatura dovrebbe fissare regole precise sul numero dei mandati parlamentari (e non solo parlamentari) e sulle primarie per la composizione delle liste elettorali.
Queste dovrebbero essere le condizioni 
a) Massimo due mandati e senza eccezioni;
b) Candidature territoriali, nessun papa o vescovo straniero;
c) Primarie per definire le liste elettorali.
Preferisco un partito che si rinnova e sceglie democraticamente piuttosto che un partito che si uccide per la leadership e lascia tutto come prima.
E questo patto firmiamolo adesso.
Si accettano adesioni alla proposta.

mercoledì 16 febbraio 2011

A San Salvario non giochiamo a scacchi

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Di tattica e strategia non ci capisco niente, a scacchi perdo sempre e a Risiko sciupo armate per conquistare la Kamchatka, questo mio limite non mi mette in condizioni di capire il mio segretario quando dichiara aperture alla lega dandole anche una bella ripulita. 
Real politik? Il fine – farla finita con Berlusconi – può giustificare la mossa?
Può darsi. Io non lo so, mica gioco a scacchi.
Però caro segretario cerca di comprendere il mio disagio e imbarazzo. Vedi, io abito a Torino, nel quartiere San Salvario e, per esser precisi, sono iscritto al circolo 8 del PD.
San Salvario, lo sai, è un modello d’integrazione multi-etnica, dove puoi pregare nel tempio valdese, nelle chiese cattoliche, nelle moschee e nel tempio ebraico; dove convivono nei mercati banchi gestiti da immigrati e da “nostrani”; dove puoi andare a tagliarti i capelli dal parrucchiere che arrivò dal sud e da quello che giunse dal nord (Africa).
Invece caro segretario, San Salvario la lega l’avrebbe circondata con i cavalli di frisia e avrebbe messo le camicie verdi a pattugliarla.
Un attraversamento pedonale unisce San Salvario con la stazione di Porta Nuova, li prendeva il treno Mario Borghezio per andare a spruzzare di disinfettante le donne di colore. San Salvario confina con i Murazzi, dove sempre il solito Borghezio con le sue camicie verdi trascorreva le sue nottate a “riscaldare” i clandestini. Da San Salvario puoi prendere il tram e recarti in un altro quartiere della città dove si sta per edificare una moschea, più grande e accogliente, che consente di pregare con dignità, ma la lega si oppone. Un consigliere comunale della lega dice che i bambini islamici sono tanto graziosi, ma poi crescono e diventano terroristi.
A San Salvario si resiste, altrove è peggio e lo sai: un assessore di un comune del torinese vuole per i bambini disabili classi differenziate, perché si sa i disabili disturbano. Hitler insegna e ci lasciò la soluzione del problema.
A San Salvario e in tutto il nord si resiste, caro segretario.
Adesso ci hai messo in un bel guaio, dobbiamo scendere a patti con Borghezio?
Guarda segretario che il berlusconismo è più facile da sconfiggere del leghismo: il milione di posti di lavoro, più case per tutti, le pensioni dignitose, la casa di Scajola, i massaggi di Bertolaso, i condomini “allegri”, la disoccupazione e via elencando sta sgretolando il sogno berlusconiano. Il leghismo invece entra nel sangue e si stabilizza nelle pance, crea nemici, ti fa vivere chiuso in casa con la pistola carica sul comodino, gioisce quando affondano i barconi con i disperati a bordo, e discrimina., discrimina tanto.
Discriminare è razzismo a San Salvario come altrove.
Tutte queste cose le sai, l’elenco sarebbe infinito, ma tu preferisci giocare a scacchi, io no, ho smesso da tempo.
Allora come la mettiamo? Vieni a San Salvario a e ci spieghi la tua mossa vincente?
Noi ti aspettiamo, il circolo è piccolo, ma molto accogliente.

giovedì 18 novembre 2010

Mixer

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Prove per un governo di alleanza democratica

Pierluigi, hai portato i valori
Si, e tu Gianfranco
Certo, metti insieme e mischia.
Alza tu, le carte le do io.
Mi gioco "E' bello, nonostante tutto, essere italiani"
Rispondo con "Guardare il mondo con gli occhi dei più deboli aiuta a realizzare un mondo migliore"
Metti nel mixer …
“Guardare il mondo con gli occhi degli italiani aiuta a realizzare un mondo più debole.”

domenica 14 novembre 2010

Destra e Sinistra, un utile ripasso

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E’ un’occasione da non perdere l’invito di Fazio e Saviano a Bersani  (e Fini) ad intervenire al loro programma per elencare le differenze tra destra e sinistra. Per Bersani (e Fini) un porta per porta che raggiungerà milioni di persone. Bersani (e Fini) potrà elencare i valori, le proposte, le differenze. Se lo saprà fare, se non dimenticherà i “fondamentali” questo intervento varrà più di un tomo di 280 pagine di prodiana memoria o i famosi 10 punti di programma veltroniani (che poi diventarono 11 poi 12 … ). Partecipiamo al gioco, che tanto gioco non è, aiutiamo Bersani ( e di riflesso Fini).

Comincio io:
Imposte in proporzione al reddito sono di sinistra e ridurre la distanza tra ricchi e poveri anche.
La repubblica parlamentare è di sinistra.
Un simbolo senza cognomi è di sinistra (e mi dispiace per Vendola).

Ne avrei altre, ma lascio giocare anche voi. "Rimboccatevi le maniche".

PS: Bersani sulle differenza ha già cominciato a onor del vero.

domenica 19 settembre 2010

L'elenco e le maniche rimboccate

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Un vulcano per settimane manda in tilt mezza Europa; nel Golfo del Messico salta una piattaforma petrolifera inquinando forse irrimediabilmente mari e coste; in Afghanistan la guerra ai talebani per la democrazia dura ormai da un decennio, i talebani stanno bene, la democrazia no; dall’Iraq tornano a casa i soldati americani come se fosse missione compiuta, ma non lo è e non lo era; il raffreddore di una banca, lo starnuto di un fondo di investimento, milioni di carte di credito rilasciate di troppo creano crisi finanziarie che neanche il 1929; l’Unione Europea regolamenta il cioccolato senza cacao e il finto parmigiano e vede, con qualche rimbrotto ufficiale, i Rom (cittadini comunitari) cacciati da un paese membro; i giovani non intravedono un futuro; i post cinquantenni anche;  ai vecchi non viene riconosciuto il passato e il presente è spesso sofferenza; gli “stronzi” vanno per la maggiore e decorano le scuole al di sopra del Po; si stappa lo spumante all’alba se la notizia è un terremoto; la corruzione non è come prima ma il risultato non cambia; un ministro compra un alloggio e lo paga la metà “credendo” di pagarlo intero; milioni di persone migrano per sfuggire la miseria e la guerra, per vivere; tra l’Italia e il Nord Africa si esercitano al tiro a segno su tutto ciò che naviga sul mare; intere zone dell’Italia e non solo sono sotto il tallone della criminalità organizzata.

Potrei continuare.
Intanto nel Partito Democratico ferve un’accesa discussione: lo facciamo alla francese o alla tedesca? Cinque centimetri a destra o quattro a sinsitra? Leader da fuori o leader da dentro oppure da fuori con un piede dentro o da dentro con un piede fuori?
Intanto l’elenco cresce.
Ci siamo rimboccati le maniche, per menarci inutilmente evidentemente.
Per piacere, per favore, se davvero vogliamo essere il partito del secolo, come auspica Bersani, occupiamoci dell’elenco, disegniamo il futuro.

lunedì 2 agosto 2010

Il governo di transizione


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Mettiamo che a Bersani venga dato il compito di formare un governo di transizione, giusto il tempo di fare la riforma elettorale, una aggiustatina ai conti e poi elezioni.

Bersani per fare il governo di transizione deve attraversare un fiume con una barca e sulla barca deve transportare  i partiti che del governo di transizione faranno parte da una sponda all’altra.
La barca è pronta, ma ha un limite: può transportare oltre al barcaiolo, Bersani stesso, due persone.
Il povero Bersani comincia a ragionarci su: due per volta e non dovrei avere problemi.
Bersani mette la barca in acqua e chiama a caso: Casini! Di Pietro!
In quel momento arriva Letta che deve spingere la barca: Pierluigi cosa fai? Non puoi mettere sulla stessa barca Casini e Di Pietro, lo sai che non si possono sopportare.
Bersani, ci riflette su: Sulla barca ci metto Fini e Casini.
No, gli dice la Bindi, non fare questa stupidaggine, Fini non può salirci subito, mica può passare da una barca all’altra dall’oggi al domani,  aspetta, fallo salire a bordo per ultimo.
Bersani ci prova con la Lega, ma Bossi vuole una barca tutta verde, l’annullamento delle sentenze del TAR piemontese e una laurea Honoris causa per il trota.
Bersani, disperato, prende una decisione di petto: Basta, transito sul fiume con tutto il PD e poi chi vivrà vedrà.
Democratiche, democratici, compagne, compagni, amiche ed amici a bordo!!! Urla Pierluigi.
No, io se ci sale Walter voglio un’altra barca tutta per me. Dice D’Alema.
Se la mette così, allora io resto qua a guardare i pesci. Afferma sconsolato Veltroni.
Dai Pierluigi, se ci stringiamo Casini lo possiamo far salire. Supplica Letta.
Di Pietro invoca una barca di riformisti, tutti a disquisire su chi deve remare e per quanto. Tutti meno loro, i riformisti, ovviamente.
Ignazio Marino s’impunta. Facciamo le primarie su chi deve salire e su chi deve manovrare la barca.
Il povero Pierluigi preso dalla disperazione si butta nel fiume e comincia a nuotare, per dove non è dato saperlo ancora.
Perbacco ho dimenticato Rutelli, ma dite la verità: vero che non ve ne eravate accorti?

mercoledì 28 luglio 2010

Quelli belli come noi che siamo tanti ... tanti

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La candidatura di Vendola alle primarie ha prodotto il primo sondaggio, puntuale La Repubblica lo ha sfornato. Vendola è un punto sopra Bersani, però Bersani risulterebbe più affidabile ed esperto. Vendola ha più appeal, è più figo.

Se continuiamo così siamo sulla buona strada, avete presente la scena finale di Thelma e Luise? Si, proprio quella che finisce nel vuoto.
Poi uno dice il bavaglio alla stampa, io la museruola ci metterei. Non basta la tv a rincoglionirci?
Ma andiamo avanti che chi si ferma è Rutelli.
Già che ci siamo vi faccio una proposta.
Facciamo delle primarie spettacolo:  Candidatissima.
Avete presente il programma autunno inverno abbinato alla lotteria Italia? Una volta si chiamava Canzonissima, era un torneo dove dalla prima puntata si sfidavano i cantanti che venivano votati dai telespettatori, all’ultima puntata ne rimanevano sei che si giocavano il titolo di canzonissima dell’anno.
Usiamo questa formula per le primarie.
Zum zum zum e tra Quelli belli come noi che sono tanti sarà eletto il candidatissimo dell’anno.

Su questa idea ci metto il copyright perché son capaci davvero di mandarla in onda.

giovedì 11 febbraio 2010

Bersani (Pierluigi)? A Sanremo.

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Che Bersani vada a Sanremo e il PD si occupi di Sanremo ci può stare, anzi ci potrebbe stare. Non credo però sia il momento per una serata leggera. Non credo proprio.

Come prenderanno una serata leggera di Bersani e del PD gli aquilani dopo aver letto di Bertolaso e compagnia? E come la prenderanno quelli che non arrivano a fine mese, quelli in cassa integrazione, in mobilità, gli artigiani che chiudono bottega. E potrei continuare. Purtroppo non è tempo di serate leggere, sono serate che arrivano dopo giornate, mesi duri e cupi.

Festeggiamo dopo, Bersani, dopo. Quando finalmente avremo mandato a casa quella cricca che oggi ha il potere.

Non perdiamo di credibilità. Non lasciarci, noi iscritti che ci sbattiamo, da soli ad arrampicarci sui vetri per dare un senso alla tua serata leggera.

Scusa, ma lascia perdere.

lunedì 18 gennaio 2010

Metafora










A me il Milan di Sacchi piaceva, piaceva molto. C’era la squadra, c’era lo spettacolo, c’erano i risultati.

Era l’utopia realizzata.

Era una squadra con tanti leader, ma tutti al servizio dell’idea e quei pochi “militanti” in campo o in panchina erano orgogliosi del ruolo che svolgevano.

Franco Baresi, il capitano della squadra, giocava con passione ed umiltà. Non faceva la “prima donna”, si metteva al servizio. Non avrebbe mai indossato colori diversi dal rossonero. Franco Baresi aveva il compito di gestire la squadra in campo affinché l’dea di gioco venisse rispettata e realizzata. Un vero capitano.

Il Milan di Sacchi non giocava di contropiede, non si faceva dettare la tattica dalla disposizione in campo dell’avversario, era, al contrario, la squadra disposta nell’altra metà del campo che subiva e cercava timidamente di opporsi e raramente ci riusciva. La squadra avversaria scendeva in campo sperando in una giornata storta del Milan di Sacchi, sperando che una epidemia influenzale costringesse in infermeria mezza squadra.

Il Milan di Sacchi dava priorità all’idea, all’idea del gioco da sviluppare in campo. E vinceva.

Lo stadio si riempiva, i tifosi e gli appassionati del football godevano lo spettacolo orgogliosi di quella idea del gioco. Il Milan di Sacchi entusiasmò i giovani, quelli che del calcio non ne potevano più, molti tornarono a frequentare gli stadi.

A me piaceva il Milan di Sacchi.

Il Milan di Sacchi fece cinque goal al Real Madrid.

Bersani, a te piaceva il Milan di Sacchi?

mercoledì 30 settembre 2009

L'ultima spiaggia

Qualcuno ricorderà un vecchio film con Gregory Peck che raccontava di un’esplosione nucleare nel nord del mondo. Le radiazioni dal nord lentamente scendono verso sud uccidendo tutti abitanti del pianeta. In Australia intanto aspettano la morte in una spiaggia. Da vedere e rivedere.

Un po’ come ci sentiamo noi, popolo della sinistra. Le radiazioni della destra, berlusconiane e leghiste, stanno contaminando questo disgraziato paese e rischiamo di non avere neanche una spiaggia dove rifugiarci.

Una ci sarebbe, ma dobbiamo solo decidere se andarci per morire o per respingere le radiazioni .

Qualcuno deve capire, mettendosi il cuore in pace, che il mondo è cambiato e che la gente vuole un segnale forte e comprensibile, che i giochetti di potere non pagano più. Che è tempo di etica e di rispetto. E’ tempo di proposte chiare, comprensibili. Ci sono due concezioni profondamente diversa della società e della convivenza civile: la nostra e la loro.

Ma, qualcuno deve avere il coraggio di farsi da parte. Chi si ostina a non capire che il mondo è cambiato, chi non accetta il rispetto delle regole e anche chi è già stato colpito dalle radiazioni.

Qualcuno deve smettere di minacciare di andarsene, vada!

Qualcuno deve capire che le primarie sono un’opportunità enorme per spiegare un progetto di partito, per evidenziare le differenze: noi e loro.

Qualcuno deve capire che il PD non è il PC e neanche la DC. E’ il PD.

La mia solidarietà a Franceschini e il mio voto (già dato) a Marino.

domenica 28 giugno 2009

L'autista di Bersani, Giovanna Melandri e il terzo candidato

Ieri ero al Lingotto ad ascoltare il giovani del PD, una bella manifestazione per il rinnovamento del partito. Ho ascoltato un nuovo linguaggio, belle proposte. Ho visto soprattutto passione. Guardate ed ascoltate l'intervento del Senatore Ignazio Marino che vi posto in fondo, giusto per farvi un'idea.

C'era anche l'autista di Bersani che aspettava fuori, una lussuosa BMW (poi diciamo a berlusca che deve viaggiare su auto italiane !?) con il motore acceso per tenere fresca la vettura. Ecco questa è l'immagine di un top manager, di un amministratore delegato non di un leader politico.
Ho ascoltato l'intervento della Melandri, non ha parlato alla platea ha parlato a Debora Serracchiani, quasi supplicandola tra le righe di aspettare a prendere una posizione o una decisione. Poi ha definito l'articolo 18 un ferro vecchio. Complimenti per la sensibilità Melandri. Quel ferro sarà vecchio, ma è l'unica difesa che adesso hanno i lavoratori per non finire sulla strada senza garanzie. Prima dicci con quale "ferro nuovo" lo vuoi sostituire l'articolo 18. Mi sa che il ferro vecchio, nonostante l'età, sia proprio la Melandri.



Sono sempre più convinto che serva una terza candidatura, magari espressa dal Lingotto, per avere peso e per condizionare fortemente il futuro leader del PD. Le persone non mancano di certo, da Marino a Civati a Serracchiani a Scalfarotto...







PS. Nella pausa pranzo sono uscito, dopo il caffè, a fumare una sigaretta. Ho notato la BMW con il motore acceso ed un signore alla guida che leggeva il giornale. Mi sono avvicinato e ho fatto cenno al signore alla guida di volergli parlare.

- Dica
- Dovrebbe spegnere il motore, inquina
Mi ha guardato con aria scocciata e
- Anche lei inquina
- Io no sto fumando nella sua vettura
Il motore lo ha spento.
Poi è arrivato Bersani, è salito dietro e sono partiti.

Credo sia, questa, una metafora che la spiega tutta sulla necessità del cambiamento. Con tutta la stima e la simpatia per il ministro Bersani.


venerdì 26 giugno 2009

Valutiamo i contenuti


E' finalmente cominciato il percorso, che mi vede coinvolto in quanto iscritto, che porterà al primo vero congresso del Partito Democratico. Ci sono già due candidature: Franceschini e Bersani, una terza dovrebbe essere annunciata nei prossimi giorni. Sarà un percorso decisivo e faticoso per la vita di questo nuovo partito, una fatica che potrà essere vanificata se trasformeremo la scelta del futuro leader nell'elezione di Mister Muscolo o di Miss Italia. Se giudicheremo i candidati da quanto sfondano in TV, da quanto sono giovani o "esperti". Da quanto di partito o da quanto esterni al partito.
I leader sono la "rappresentazione umana" di contenuti, di programmi e di utopie. Giudichiamo cosa i candidati vorrano rappresentare. Il tanto atteso cambiamento ci sarà se saranno chiare le idee e se su quelle idee ci sarà unità.
Abbiamo una priorità, mettere il PD in condizioni di sconfiggere Berlusconi e tutto ciò che lui rappresenta come stile di vita e di società. Lo possiamo fare se il PD avrà un'alternativa da proporre, un nuovo modello sociale. Il PD, e la sinistra, dovrà tornare a far sognare giovani ed ex giovani. Il successo di un partito progressista dipende dal sogno, dagli ideali che propone. In caso contrario è un partito come tutti gli altri e allontana invece di avvicinare.
I contenuti e gli ideali ci dovranno dire quali potrebbero essere i nostri alleati naturali.
I contenuti e gli ideali dovranno mettere al primo posto la difesa e la reale applicazione della Costituzione.
Se sarà così io ci sarò ancora ed altri arriveranno. Ne sono certo.

domenica 24 maggio 2009

A chi giova l'astensione?

C'è nell'aria a sinistra voglia di astenersi dal voto, si percepisce dai discorsi delle persone e si legge nei blog e su facebook.
Dicono che si vuole mandare un segnale forte. Concordo sul segnale dissento sul metodo.

Personalmente io mi asterrei solo in caso di partito unico o quando si è obbligati per legge a votare.

A prescindere.

Quale sarebbe il risultato dell'astensione a sinistra?

Berlusconi avrebbe una percentuale di voti da paura (seggi e percentuale si calcolano sui votanti) che ci porterebbe ad un regime autoritario, senza contrappesi e senza opposizione. 
Fine della Costituzione.

Il PD scivolerebbe nelle braccia di Casini rincorrendo l'ormai affollatissimo centro, la sinistra radicale già fuori dal parlamento sarebbe un nostaglico ricordo ed i suoi leader li potremo trovare su Ebay a prezzo stracciato.

Vogliamo cambiare i nostri partiti di riferimento?
Chi se la sente si iscriva e agisca dal di dentro, vi ricordo che in autunno ci sarà il congresso del PD e da iscritto puoi essere determinante nella scelta del delegato congressuale.
Dove la legge elettorale lo consente dai una preferenza mirata.

Insomma non la voglio fare lunga: votate votate votate e godetevi questa bella canzone di Samuele Bersani....








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