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martedì 22 novembre 2011

Un libro da leggere, “Alla mia sinistra” di Federico Rampini.


Sto leggendo “Alla mia sinistra” di Federico Rampini. Così Federico Rampini chiude il secondo capitolo, “la mia Asia e le illusioni perdute della globalizzazione”: 
“Una cosa che mi è sempre piaciuta della sinistra, dei suoi pensatori, da Marx a Gramsci, una ragione per cui mi ostino a definirmi di sinistra, è quell’idea ottimista della Storia. La Storia siamo noi, nel senso che possiamo influire sul corso degli eventi. E riusciamo a farlo, se troviamo una narrazione comune che tenga insieme i bisogni e le aspirazioni non di una sola categoria, non di una sola nazione, ma dell’umanità intera. Essere di sinistra vuol dire inseguire un progetto che possa far bene all’Asia e all’Africa mentre fa bene a noi; perché un progetto simile deve esistere, altrimenti l’umanità è condannata a ripetere cicli di errori e di tragedie”. 
E’ un libro che consiglio. A sinistra.

venerdì 26 agosto 2011

Meglio una cartolina


Caro Walter Veltroni,

Puntuale è arrivata la tua lettera al direttore di un quotidiano, lo scorso anno il Corriere, oggi Repubblica. Con una battuta facile, ma te la tiri, ho commentato che una cartolina sarebbe stata più gradita. Puntuale scrivi a suocera perché nuora intenda, come direbbe Di Pietro. La suocera è il direttore, la nuora forse siamo noi cittadini, ma non ne sono certo.
Del contenuto della tua lettera si possono condividere dei concetti e delle speranze, mi piace che ritieni che ancora ci sia una distinzione tra destra e sinistra, non è poi così scontato dalle nostre parti. Il resto cose note, niente di nuovo.
Lasciami però dire una cosa: mi aspetterei un altro tipo di lettera, se proprio non puoi farne a meno di inviarcele. Mi aspetterei, e non solo da te, una lettera di scuse.
Sì, proprio una lettera di scuse rivolte soprattutto a noi cittadini elettori di sinistra, noi elettori del Partito Democratico.  Perché se siamo in questa situazione, dove il sentimento dei cittadini nei confronti della politica è passato dal discredito al disprezzo, qualche responsabilità voi, classe dirigente, dovreste pur averla? Se i governi di centro sinistra non hanno tenuto? Se lo scandalo della casta (delle caste) esplode ora e tutto era noto e arci noto già prima, perché non metterci mano allora?
Ecco perché è meglio una cartolina da inviarci, scegli tu, scegliete voi, il luogo dal quale imbucarla. Oggi un cambiamento e un rinnovamento della classe dirigente varrebbero quanto una manovra per risanare tutto il debito pubblico. Servirebbe a ridare senso alla politica, servirebbe a dare credibilità alla politica.
Pensaci Walter. Pensateci, ma in fretta.

giovedì 23 luglio 2009

Una bella (e utile) iniziativa

Oggi niente PD e niente Berlusconi.

Oggi vi voglio informare di una iniziativa simpatica e, chissà, magari utile verso chi ha bisogno.

Al mio amico Alberto è venuta l’idea di creare un gruppo su face book:

“Mia figlia Marialaura ama tanto i racconti di quando io ero piccolo. Me li richiede sempre quando mangia o quando ha finito di fare i compiti o, ancora, quando viaggiamo in macchina. Ogni racconto inizia con la frase "Quando io ero piccolo..." e questa stessa frase diventa l'incipit ricorrente di ogni momento importante della mia memoria, quando occorre dare una spiegazione di senso: "Perché vedi, quando io ero piccolo...".
Il gruppo vuole essere il pretesto per raccogliere i racconti di "quando eravamo piccoli..." e al tempo stesso un invito a conservare e a diffondere questi piccoli pezzi di memoria a beneficio dei nostri bambini, per far sì che le nostre storie, quelle più belle, si rinverdiscano nei nostri e nei loro ricordi.

Il gruppo si chiama “Quando io ero piccolo…”.

Confesso che avevo aderito con scetticismo, mi piaceva l’idea però pensavo finisse dimenticata nelle viscere di face book. Invece no, l’iniziativa sta avendo un certo successo. Abbiamo oltre cento adesioni e sono stati scritti più di quaranta racconti. I racconti arrivano da tutta Italia e anche dalla Romania e dall’Africa, coprono più generazioni e sono ricchi di vera umanità e di semplicità. In un paese che rischia di andare tutto, non solo il premier, a escort tornare a riproporre umanità e valori condivisibili non può che fare bene, a chi scrive ed a chi legge.

Stiamo cercando di andare oltre, vorremmo trasformare questa idea in un’iniziativa rivolta ad aiutare dei bimbi che lontano da noi hanno un’infanzia a rischio, bimbi che se non aiutiamo potrebbero non diventare adulti.

Per questo abbiamo pensato di cercare un editore di “buon cuore” perché pubblichi in un libro i nostri racconti in modo da destinare i proventi delle vendite ad una Onlus.

La Onlus si chiama Annulliamo la distanza, si occupa in Eritrea di infanzia, in campo sanitario e formativo.

Cosa potete fare voi che mi leggete: aderire al gruppo, leggere i racconti, scriverli, dare suggerimenti, aiutarci nella ricerca di un editore. Inoltre se siete in contatto con un personaggio pubblico (di quelli giusti per carità) invitatelo a scrivere un raccontino iscrivendosi al gruppo, questo renderebbe il cuore dell’editore ancora più..morbido.

Arturo vi ringrazia a nome di Alberto e di tutti gli iscritti al gruppo per l’attenzione e per quello che vorrete fare.

Di seguito i collegamenti al gruppo ed alla Onlus:

http://www.facebook.com/group.php?gid=85561899252&ref=ts

http://www.annulliamoladistanza.com/index.php

martedì 17 marzo 2009

Dice il Papa

Dice il papa:

 
L'epidemia di Aids "non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi": è quanto ha affermato Benedetto XVI, durante il suo viaggio verso l'Africa. Il Papa ha indicato come unica strada efficace quella di un "rinnovo spirituale e umano" nella sessualità. 
Il Papa ha ricordato che la chiesa cattolica fa tanto in Africa contro l'Aids. "E' una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi". Serve invece, ha proseguito, un comportamento umano morale e corretto e una grande attenzione verso i malati: "soffrire con i sofferenti". 
 
 Quando incontrete un malato di AIDS fategli una carezza e ditegli "Questa è la carezza del papa e .......adesso puoi morire."

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