Si scia a Dubai, dov'è c'è il deserto e non nevica mai.
Non si riesce a dare serenità a questa bambina in Palestina, a Gaza.
lunedì 5 gennaio 2009
Sciare a Dubai
Etichette: dubai, gaza, palestina, sciare
Pubblicato da "Arturo" alle lunedì, gennaio 05, 2009 16 commenti
domenica 4 gennaio 2009
Cacchio che bel pezzo
Questa volta non scrivo niente, copio.
Ho letto un'articolo del Guardian (quotidiano londinese) su: Italia dall'estero..come ci vede la stampa estera.
Con l’anno di crisi economica in vista, non è il momento migliore per la presidenza di Berlusconi al G8
[The Guardian]
IL SETTANTADUENNE PLAYBOY DEL MONDO OCCIDENTALE HA SALVATO DAVID BECKHAM DALL’OSCURITÀ DI LOS ANGELES E È ORA DECISO A TUTTI I COSTI A SALVARE L’ITALIA E, COME GORDON, IL PIANETA
Gordon Brown ha salvato il mondo, Angela Merkel ha salvato il suo budget federale, Jose Manuel Barroso ha salvato la sua carica per un secondo mandato - e Nicolas Sarkozy ha salvato l’Europa. Adesso, mentre un anno orribile sta giungendo al termine fra ancora più terribili previsioni per l’Unione Europea, si fa avanti Silvio Berlusconi.
Ha salvato David Beckham dall’oscurità di Los Angeles aiutandolo ad ottenere un prestito di 10 settimane alla sua squadra di calcio, l’AC Milan - garantendogli accordi con sponsor molto lucrativi e apparizioni su diversi canali televisivi gestiti dal suo impero Mediaset. Avendo compiuto la missione, e’ ora deciso a tutti i costi a salvare l’Italia e, come Gordon, il pianeta.
Il primo gennaio, il giorno in cui Sarko non sarà più ufficialmente il presidente europeo, l’italiano presidente del consiglio (in italiano nel testo, N.d.T.) assumerà il controllo come presidente del G8 e, con illusioni di grandezza da togliere il respiro, è già impegnato a organizzare un vertice fra Barack Obama e il russo Dmitri Medvedev.
Entro marzo, quando l’economia europea sarà probabilmente un disastro, Berlusconi prevede un vertice dei G14 - un’idea originariamente di Sarko per coinvolgere le economie emergenti - sulla “dimensione umana” della crisi finanziaria.
Presumibilmente questo è linguaggio diplomatico che significa crescente debito personale, povertà, disoccupazione, disperazione e tutti e tutto ciò che di solito si associa alla tetraggine invernale di quella che è, potenzialmente, la recessione peggiore dalla seconda guerra mondiale. Specialmente nel suo paese, che è in recessione da due quadrimestri, che affronta un esorbitante aumento della disoccupazione, che vede il produttore di auto Fiat cercare un partner che lo rilevi per uscire dal suo tormento e, che senza l’euro e la Banca Centrale Europea che lui tanto disprezza, sarebbe in bancarotta.
Berlusconi, che ha un capitale personale di circa dieci miliardi di dollari, e che è un architetto di riforme giudiziarie in serie per permettersi l’immunità dalla giustizia, è il leader politico che ha chiamato Obama “abbronzato” e che ha paragonato un deputato tedesco a una guardia di un lager nazista (Kapo).
Il suo contributo al programma europeo di ripresa - un pacchetto-stimolo del valore di 200 miliardi di euro che equivale all’1,5% del prodotto interno lordo - sembra consistere in tagli alle tasse dei suoi sostenitori politici nelle piccole imprese e in sanzioni ridotte per evasori fiscali - equivalenti all’1% del prodotto interno lordo, secondo i politici italiani di opposizione . Il pacchetto è cosi’ irrisorio che la maggior parte degli analisti crede che possa perfino essere una riduzione delle spese.
Adesso il settantaduenne playboy del mondo occidentale vuole diventare il presidente italiano, succedendo all’ex-comunista e leader sindacalista Giorgio Napolitano, un uomo di grande integrità, dopo il 2013. Presumibilmente per la vita, alla Mugabee, e, per perpetua immunita’ contro le azioni giudiziarie, alla Chirac.
Questa è, in tutta serieta’, la persona che, per la rotazione, sarà presidente del G8 l’anno prossimo, quando è possibile che ci sarà un bagno di sangue economico in tutto il mondo.
E’ ora di finirla con questo stupido processo e, come previsto per l’Unione Europea sotto il Trattato di Lisbona ora in stallo, di scegliere un presidente di genuina statura e capacità di visione per dirigere questo organismo per il lungo periodo. E specialmente dato che siamo tutti d’accordo che, come il Consiglio di Sicurezza Europeo e l’IMF/Banca Mondiale, dovrebbe essere permanentemente riformato per includere la Cina, l’India e le restanti economie emergenti.
E’ già abbastanza grave che l’eurotossico Vaclav Klaus, il presidente ceco, diventi capo nominale dell’Unione Europea il primo gennaio (Ok, il suo primo ministro presiederà’ gli incontri). Questa rubrica preferirebbe vedere Sarko realizzare le sue ambizioni di diventare presidente a lungo termine dell’eurogruppo e leader de facto dopo il suo successo iperattivo nel dirigere l’Unione Europea per gli ultimi sei mesi.
Forse potrebbe farsi carico anche del G8/G14 per il resto della sua permanenza in carica all’Eliseo - certo di essere prolungato dopo il 2012 per ulteriori cinque anni secondo il modello corrente. O datela a Tony Blair. A chiunque tranne che all’inadatto Berlusconi, il presidente indiscusso di Tangentopoli 2 (in italiano nel testo, N.d.T.), o città della corruzione, quello che il suo paese nativo e’ nuovamente diventato.
Pubblicato da "Arturo" alle domenica, gennaio 04, 2009 7 commenti
giovedì 1 gennaio 2009
Signor Presidente si gestisca un blog e si sfoghi insieme a noi
Etichette: crisi, discorso, napolitano
Pubblicato da "Arturo" alle giovedì, gennaio 01, 2009 21 commenti
mercoledì 31 dicembre 2008
martedì 30 dicembre 2008
Figli di
Il figlio di Di Pietro l'ha combinata grossa, probabilmente la politica ti regala dei super poteri che ti fanno credere di essere su di un'altro pianeta. Ti allontani dalla realtà e non riesci più a valutare i tuoi limiti ed a stare dentro i confini che il ruolo ti assegna.
Capisco l'affetto per il papà, da bambini si mitizza la figura del padre, lo si crede il migliore e da grandi si vorrebbe essere come lui. Poi si cresce però, arriva il sano conflitto. Il papà è visto, in una certa fase, come un rompiscatole pieno di difetti, che non ti capisce. E i figli cercano altri riferimenti, cercano strade diverse.
Con questo non voglio vietare ai figli di fare politica, ci mancherebbe. E' strano però che non facciano politica in uno schieramento avverso al padre od al consanguineo (DNA?) oppure che si limitino a fare politica nel territorio facendo una sana ed umile gavetta.
Trovate qui sotto un piccolo, sicuramente parziale, elenco di figli e fratelli di, se ne conoscete altri aggiungete.Etichette: antonio di pietro, di pietro, figli, figli di politici, figlio di di pietro, parenti, politici
Pubblicato da "Arturo" alle martedì, dicembre 30, 2008 7 commenti
domenica 28 dicembre 2008
Un'altro così ci vorrebbe
Stavo pensando di scrivere un post provocatorio dove auspicavo che il governo e la politica dell'Italia venisse per almeno una legislatura affidata ad un paese europeo. Francia, Germania o Spagna.
L'opposizione potrebbe affidarsi al PSOE di Zapatero giusto per fare un'esempio. E questo a tutti i livelli della politica.
"Confermo le dimissioni con la massima serenità. Ho voluto cercare di gestire questa crisi nel migliore dei modi. In Consiglio, nella discussione trasparente come in una agorà, non nelle stanze segrete. La crisi è nata qui, alla luce del sole, sulla legge urbanistica: una discussione chiara da cui speravo che nessuno si astenesse, e qui ho voluto che si concludesse. Non rispondo ai tanti senza memoria, ai sepolcri imbiancati"."Ho presentato le dimissioni perché ritenevo che stessimo contraddicendo quanto di importante e di buonissimo avevamo fatto nel governo del territorio. Ma oggi, al di là di richiami all'unità o di parole generiche mi sarebbe piaciuto sentire quanto è importante il Piano paesaggistico e la sua applicazione nelle zone interne. Avrei voluto che la discussione entrasse nel merito. Così non è stato. Non ho sentito riferire nell'aula i temi che mi avrebbero potuto portare ad utilizzare meglio gli ultimi tre mesi della legislatura. Senza alcun dramma rivendico con orgoglio il grande lavoro fatto dal centrosinistra, mettendo al centro l'interesse della Sardegna senza tirare a campare o, a spese di tutti i sardi, cercare il facile consenso. Nel momento in cui non possiamo proseguire al meglio, diamo la parola ai sardi: intorno al loro giudizio, rinsalderemo un centrosinistra con nuova lena e nuova voglia di ripartire. Una coalizione di governo che sarà più forte, più coesa, e potrà ridare slancio a un programma e a una alleanza. Si andrà al voto rapidamente, e la campagna elettorale non sarà a spese dei sardi."
"Stanotte dormirò bene perché so che ho speso questi anni cercando sempre di dare il meglio di me stesso, anteponendo a tutto gli interessi dei sardi. So che domani, quando riconsegnerò le chiavi, lascierò una Regione senza scheletri nell'armadio, senza una tv in ogni stanza ma con più computer, una Regione più moderna con delle regole certe e con un bilancio risanato. Ridiamo la parola ai sardi in modo che siano loro a giudicare cosa è stato fatto bene e cosa poteva essere fatto meglio".
"Lascio una Regione con una pienezza di risorse come mai prima. Da dopodomani sarò in giro per tutti i paesi della Sardegna per riproporre le differenze, le linee di demarcazione. Andrò a parlare di scuola pubblica, di sanità pubblica che funziona e non di sanità privata che non funziona, non di metri cubi di costruzioni in più, ma di ragazzi con maggior cultura. Due modelli contrari si fronteggiano: è ora di chiedere ai sardi di scegliere. Ringrazio per l’onore che mi è capitato in questa vita, e faccio i migliori auguri alla Sardegna e ai sardi, i migliori auguri a tutti voi".
Dal sito di Renato Soru: http://www.renatosoru.it
Etichette: prodi, regione, sardegna, soru, zapatero
Pubblicato da "Arturo" alle domenica, dicembre 28, 2008 6 commenti
sabato 27 dicembre 2008
Un'augurio
Etichette: fune, libero arbitrio, libertà, mucca, scelta, stampede
Pubblicato da "Arturo" alle sabato, dicembre 27, 2008 11 commenti
mercoledì 24 dicembre 2008
Liberamente tratto da "Canto di Natale" di Charles Dickens
Il terzo spirito (il Natale Futuro) si presenta come una figura altissima, avvolta da un nero mantello e un cappuccio da cui nulla traspare se non una mano che sporge da una manica. Invano Silvio chiede che parli, la figura è silenziosa, e lo guida solo con un dito. Siamo ancora ad Arcore , e Silvio assiste a diverse scene il cui argomento è la morte di un vecchio tiranno, deriso da tutti. Due politici del suo partito parlano del suo prossimo funerale: mentre uno (di Alleanza Nazionale) afferma di andarvi per puro dovere, l'altro (ex socialista), schernendo il defunto, è interessato soltanto a rifarsi a sue spese con la cena gratis del funerale. Un povero padre in cassa integrazione non nasconde alla famiglia il sollievo per la sua morte perché chiunque andrà al governo, il futuro premier sarà sempre più buono di lui. In un circolo della libertà, i seguaci del defunto si dividono tutto quello che hanno potuto rubare in casa sua, incluse le tende del baldacchino che ne proteggevano il corpo e la camicia sottratta dal suo abito funebre: l'ammontare totale è venduto su Ebay tra le risate di tutti. Intanto un profondo dolore ha colpito il Partito Democratico : Veltroni è morto di stress. È lutto profondo, dolore immenso.
Silvio vorrebbe sapere chi è il vecchio tanto odiato da tutti, ma quando il fantasma lo porta davanti al capezzale non osa scoprire il lenzuolo che ne ricopre interamente la salma. Silvio vede che la sua casa della libertà è stata venduta, e pure Mediaset, vorrebbe entrare, ma il fantasma indica invece un'altra direzione: Silvio entra nel cimitero, dove la mano dello spettro indica una lapide con scritto: Silvio Berlusconi! Il pentimento è completo, il messaggio è andato fino in fondo al cuore di Silvio.
Silvio si ritrova nel letto e scopre che è mattina presto, il Natale ha fatto il suo ingresso, glielo conferma un Capezzone che passa sotto la sua finestra. Forte della lezione ricevuta manda Capezzone a comprare il piu' grosso tacchino in vendita al negozio li' vicino e premiandolo con una corona glielo fa portare a casa di Di Pietro quindi, sbarbato e ripulito, esce per strada salutando tutti con affabilita' e trova la forza di presentarsi a casa di Napolitano che lo aveva invitato per Natale, accolto con calore passa il piu' bel Natale della sua vita. La mattina dopo in Parlamento aspetta l'arrivo dell'opposizione che si presenta in ritardo e ancora ignara del cambiamento del premier in un primo momento lo prende per pazzo ma Silvio li tratta da quel momento da amici, dà loro ragione su tutto, si dimette e chiede scusa a tutto il popolo.
Si dedica al volontariato e soprattutto a Veltroni, che guarisce. Con l'opposizione e con il popolo tutto si instaura un profondo legame di amicizia. Da allora Silvio diventa una delle persone più amate, e trova finalmente la pace dell'anima.
Lo so è una favola, non accadrà mai. Ma è Natale e cosa costa sognare divertendosi un pò.
Auguri a tutti. Facciamogli gli auguri almeno a chi stimiamo e vogliamo bene. Faccio gli auguri a Soru (perchè evita il conflitto d'interessi), a Saviano (per il coraggio e perchè regala speranza), a Gad Lerner (perchè il suo blog è aperto e lui ci mette la faccia), a tutti quelli che mi leggono soprattutto a Redentatiria.
Non mangiate troppo che fa male e non è bello.
Etichette: auguri, babbo natale, buono, scrooge
Pubblicato da "Arturo" alle mercoledì, dicembre 24, 2008 6 commenti
martedì 23 dicembre 2008
Sento odor di fregatura
Il governo propone la settimana corta per affrontare la crisi: "lavorare meno pur di lavorare tutti". Era il cavallo di battaglia di Bertinotti nel fatidico 1998, l'anno in cui la sinistra si fece male, male davvero. Cadde il primo governo Prodi, quello più popolare, quello che avrebbe potuto allontanare una volta per tutte Berlusconi dalla politica. Ricordiamo tutti come andò a finire. La stiamo pagando ancora adesso.
La casta dovrebbe: ridurre privilegi, indennità parlamentari e di carica, auto blu, dimissioni anche se solo sfiorati dal sospetto.
La bufala perchè sarà il solito proclama, si incontreranno governo e sindacati, le posizioni saranno distanti e non se ne farà niente. Su tutte le TV, Capezzone Globe Trotter, Bonaiuti e Quagliarella ci diranno: visto? noi avevamo l'idea, ma un sindacato ancorato a vecchi schemi non ci stava. Si assuma Epifani la responsabilità dei licenziamenti.
La trappola, secondo me l'ipotesi più verosimile, sarà la riduzione di fatto dei salari. Non ci sono più soldi per la cassa integrazione. O si licenzia oppure si riduce lo stipendio. Tenete presente che la proposta arriva da Sacconi, quello che aveva parlato di rischio bancarotta.
Ma Brunetta Little Genius, chi altrimenti. Brunetta ridurrà l'orario dei dipendenti pubblici diminuendo in porporzione lo stipendio. Un giorno di lavoro in meno alla settimana sono tanti tanti soldi risparmiati dallo stato, pensateci.
Pubblicato da "Arturo" alle martedì, dicembre 23, 2008 7 commenti
lunedì 22 dicembre 2008
Calendarietto
Il calendario l'ho dedicato ad una cosa a rischio, una cosa importante, una cosa che vogliono modificare in modo da adattarla alle esigenze di pochi e non dei tanti. La vogliono modificare anche se è costata il sacrificio di molti.
Pubblicato da "Arturo" alle lunedì, dicembre 22, 2008 5 commenti
sabato 20 dicembre 2008
Sangue pazzo
Etichette: barbiere, follia, gente, palazzo, pazzia, politici, reali, sangue
Pubblicato da "Arturo" alle sabato, dicembre 20, 2008 7 commenti
mercoledì 17 dicembre 2008
Mio Zio
Etichette: .zio, comunista, ferrovia, ferrovierie, treno
Pubblicato da "Arturo" alle mercoledì, dicembre 17, 2008 9 commenti
martedì 16 dicembre 2008
Resa incondizionata


Etichette: abruzzo, astensione, elezioni, resa
Pubblicato da "Arturo" alle martedì, dicembre 16, 2008 14 commenti
sabato 13 dicembre 2008
Una storia "Speciale" (dedicata a Redentatiria)
Mio fratello aveva un compagno di liceo un po’ particolare, era talmente fuori di testa che lo chiamavano “Sette Cervelli”. Uno non bastava a gestire tutte le goliardate che combinava. Ricordo la preparazione all’esame di maturità, il sette cervelli e mio fratello preparavano bigliettini di appunti da nascondere ovunque: nelle scatole di cerini, nei polsini, nei pacchetti di caramelle e sigarette e ovunque ci fosse un piccolo spazio per occultarli. Io invece, di nove anni più piccolo, in cambio del divertimento (guardarli) dovevo preparare loro succulenti panini a base di pomodori ciliegini, mozzarelle ed un fantastico olio pugliese.
Presa la maturità, la Bastiglia sarebbe stata più facile, mio fratello tentò l’Università ed il Sette Cervelli si arruolò in aviazione.
Dopo un’inizio come ufficiale pilota sui caccia il Sette fu trasferito alla base aerea di Bari Palese come elicotterista. Pare ne avesse combinate di cotte e di crude sui caccia dell’aviazione.
Il Sette Cervelli si senti declassato, ma durò poco. Bari dista pochi chilometri dalla cittadina di origine del Sette Cervelli, quella dove si preparavano i bigliettini e si mangiavano i panini. Il Sette allora vide tutti i vantaggi del trasferimento.
Al mattino decollava da Bari Palese e faceva rotta su Ruvo di Puglia posandosi sul tetto di casa sua. Scendeva e si recava a fare la spesa: pane, pomodorini e mozzarelle in tutte le sue forme. Un utilizzo privato di un bene dello stato, ma per pochi chilometri: solo una trentina. Immagino che ricambiava il silenzio complice dei suoi superiori condividendo le leccornie che comprava.
Questa storia mi è ritornata in mente leggendo dell’indagine sull’ex Generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale.
Non c’è confronto con la storia del Sette Cervelli.
Lo Speciale era veramente speciale: utilizzava aerei che dovevano pattugliare le coste invece di un semplce elicottero, si procurava pesce fresco invece delle mozzarelle, le quantità erano molto ma molto superiori, i chilometri erano centinaia e non i trenta del Sette Cervelli. Uno abusava del potere l’altro lo sfidava.
E poi lo Speciale era un Generale della Guardia di Finanza e si sa che i finanzieri devono essere ligi ed osservanti delle leggi. Gli aviatori un po’ matti lo sono di natura.
Il Generale Speciale invece di essere degradato ed allontanato dalla GdF è stato premiato. Messo in lista da Berlusconi, è stato eletto deputato. Evidentemente le Spigole erano veramente buone. Evidentemente questo è il paese dei furbi e di chi abusa del potere.
Ma si sa non è il primo ufficiale della Guardia di Finanza a diventare deputato grazie a Silvio Berlusconi. Vorrà dire qualcosa?
PS: se vi capita andate a visitare Ruvo di Puglia. E’ una bellissima cittadina a 37 km (via terra) da Bari. Le mozzarelle, e non solo, sono veramente buone. Nei miei link trovate la Pro Loco.
Pubblicato da "Arturo" alle sabato, dicembre 13, 2008 12 commenti
venerdì 12 dicembre 2008
Dignitas personae
Un documento che mette nero su bianco i limiti e i paletti posti dal Vaticano sui temi della bioetica, partendo dal presupposto che "l'embrione ha fin dall'inizio la dignità propria della persona".
Etichette: dignità, embrione, persone, vaticcano
Pubblicato da "Arturo" alle venerdì, dicembre 12, 2008 1 commenti
giovedì 11 dicembre 2008
5 babbi natale di cui 3 piccoli
Ma i consumi si sono ridotti ed anche le letterine spedite in Lapponia hanno richieste modeste. Molti non le hanno neanche spedite, si sa i francobolli costano. Molte letterine hanno perso le decorazioni e sono semplici fogli di carta. In molte letterine si chiede ai babbi natale un lavoro nuovo e più sicuro per il papà e la mamma. Qualche bambino cinicamente e con molto senso pratico ha chiesto la possibilità di rottamare gli attuali genitori per averne di nuovi e benestanti. Chi è ricco continua ad avere il babbo natale personale e dedicato e chiede cosa vuole, con questa storia non c'entra.
La crisi si sente anche in Lapponia. Fino allo scorso anno i babbi natale si accordavono per suddiversi il mercato: tu ti fai l'Italia, tu la Francia, tu che sei piccolo ti fai l'Africa e puoi fartela anche da solo, e così via.
Adesso invece c'è concorrenza, i babbi natali si sfidano per arrivare prima degli altri. Chi ce la fa mantiene il posto di lavoro, il costume, le renne e la slitta. Ed ancora un anno è garantito, anche se il lavoro è duro, precario e soprattutto poco sicuro. Niente di strano se un babbo natale cade da una ringhiera a 5° piano e ci rimane secco lasciando le renne in lacrime.
Però che tristi questi babbi natali arrampicatori, quasi quasi peferisco la befana!
Etichette: babbo natale, consumi, lavoro, letterine
Pubblicato da "Arturo" alle giovedì, dicembre 11, 2008 5 commenti
mercoledì 10 dicembre 2008
Nevica, come nevica
Quanto nevica...
Pubblicato da "Arturo" alle mercoledì, dicembre 10, 2008 2 commenti

















