Michele è giornalista televisivo, una lunga carriera in RAI, una parentesi in casa del nemico, una prova da deputato europeo. Da giornalista è diventato voce del popolo, parte di un popolo. Ora dice basta, continuerà a fare il suo mestiere, in proprio. Parte da una molto sostanziosa buona uscita. Magari rientrerà dalla finestra, magari andrà altrove. Pare che il mito sia crollato, il popolo (parte di un popolo) si sente tradito, abbandonato. E’ noto però che le statue si fanno post mortem, è noto che i salvatori della patria non hanno mai funzionato mai granché.Proviamo a considerarlo un giornalista, e basta.
Nicola
Nicola costruisce le gru, settore in crisi, e lo pagano sempre in ritardo e a volte va in cassa integrazione. Lui ha moglie e quattro figli, arrivare a fine mese è un’avventura. Nicola è cittadino italiano.
Nicola s’impegna nel sindacato e nel partito. Nicola non molla.
A Nicola danno uno spazio su L’Unità. Una rubrica che si chiama, appunto, Nicola l’Operaio. Adesso non c’è più, speriamo ritorni.
Anche Nicola è “giornalista”. Ci racconta la sua vita. La vita di Nicola è fatica, ma è anche speranza, determinazione, voglia di cambiare. Nicola non le manda a dire.
Nicola è popolo, non tutto ma quasi.
Tra Michele e Nicola io sto con Nicola.